I laboratori one-to-one: facciamo il punto

Mario Caputo e Simona Trento tirano le somme degli incontri finora effettuati.

Facciamo il punto sull’avanzamento dell’azione di accompagnamento ai gruppi di lavoro per la progettazione delle attività dei Centri. Per quanto riguarda i gruppi di Pisticci e Rionero, dagli ultimi incontri realizzati a dicembre (laboratori e incontri intermedi), è emerso un buon livello di maturità dei rispettivi lavori, comunque ancora in progress. Riteniamo pertanto che in questa fase sia opportuno che i gruppi proseguano nelle attività di completamento ed affinamento dei documenti progettuali secondo le indicazioni rispettivamente fornite, potendo contare sul nostro sostegno a distanza ed impegnandosi ad inviarci via via i documenti aggiornati (anche parzialmente), come Pisticci sta già facendo. Prevediamo infatti di realizzare l’ultimo incontro di laboratorio entro la prima decade di febbraio, ferma restando la possibilità di svolgere eventuali incontri intermedi con me (Simona).

Con riferimento a Tito, ci sembra che l’incontro intermedio di dicembre ed il laboratorio di mercoledì scorso abbiamo fornito al gruppo una notevole spinta in avanti e che siano maturate le condizioni per proseguire nel lavoro, uniformando i documenti progettuali, assumendo un’ottica di programmazione sinergica e unitaria delle attività da realizzarsi nel centro, approfondendo l’analisi e il confronto sugli aspetti organizzativi-gestionali dello spazio. Anche per questo gruppo, prevediamo di effettuare l’ultimo incontro di laboratorio nella prima decade di febbraio, confrontandoci a distanza sull’avanzamento del lavoro e confermando l’usuale disponibilità mia (Simona) ad eventuali incontri intermedi, anche tramite la sua presenza alle riunioni di lavoro del gruppo, come richiesto.

Per la Valsarmento, l’ultimo laboratorio realizzato nel mese di dicembre ha messo in luce alcune criticità nelle dinamiche di gruppo, che stanno di fatto ritardando il lavoro di progettazione comune, ed ha restituito un quadro delle ipotesi progettuali prodotte dalle varie associazioni notevolmente differenziato in quanto ad articolazione e livello di dettaglio dei contenuti. Apprendiamo, tuttavia, dai rapporti di attività che abbiamo ricevuto, che grazie a successivi incontri di lavoro interni, è andato avanti tra le associazioni del gruppo il confronto sulle ipotesi di attività e gestione dello spazio. Al fine di confrontarci quanto prima sulle ultime evoluzioni, proponiamo la realizzazione di un incontro, alla presenza sia dei consulenti che dei rappresentanti regionali, per il giorno 26 Gennaio 2010.

Infine, per quanto riguarda il gruppo di Matera, con il quale dall’ultimo laboratorio dei primi di dicembre non è stato possibile realizzare successivi incontri, dobbiamo constatare che a fronte di criticità relazionali interne al gruppo e di un livello di progettualità riferita allo spazio ancora troppo superficiale e disomogeneo, non abbiamo ricevuto riscontri di alcun tipo su eventuali evoluzioni recenti nel confronto tra le associazioni e nello sviluppo progettuale, in linea con le indicazioni da noi fornite. Pertanto, anche per questo gruppo, proponiamo di realizzare un incontro il giorno 25 Gennaio 2010, alla presenza sia dei consulenti che dei rappresentanti regionali.

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Cogliamo l’occasione per darvi alcune informative:

1.   proseguono, parallelamente,  i nostri  sopralluoghi sui cantieri, e nei prossimi giorni saremo in grado di aggiornarvi sul dettaglio del lavori centro per centro;

2. sono in preparazione per il mese di Febbraio 2010 due plenarie con la scena creativa: una, che prenderà la forma di un laboratorio di progettazione, è stata da più parti sollecitata e riguarderà i temi del marketing e del collocamento sul mercato di prodotti creativi  (stiamo pensando a chi invitare sono graditi suggerimenti); la seconda servira a tutta la macchina VU per fare voi il punto della situazione, e progettare insieme i nuovi step.

Un logo per Visioni urbane – Abbiamo un vincitore

Dopo una attenta e difficile valutazione da parte della Commissione, siamo in grado di darvi il vincitore e la graduatoria definitiva relativa al bando per la progettazione di un logo per Visioni Urbane.

E’ risultato vincitore, con 85 punti, il sig. Mauro Bubbico.
Il logo vincitore, ma anche tutti gli altri, saranno visionabili a brevissimo su questo blog, e ci farebbe piacere fossero oggetto di discussione. Accogliamo, in questo senso, un interessante suggerimento proveniente dalla scena creativa.

Nel frattempo, QUI potete visionare la graduatoria finale ed i relativi punteggi.

Cecilia & noi

Anche se sembra ieri, e lo sembrerà sempre, è passato già quasi un anno da quando Cecilia Salvia ci ha lasciato. Andandosene, ha lasciato dietro di sè, oltre a mille ricordi, una generazione di giovani cresciuti con le sue idee, con la sua freschezza nell’affrontare le nuove sfide, con le opportunità che ha creato, nel campo delle politiche di genere e nel campo della libera creatività.

Crediamo sia giusto restituirle almeno un poco di quello che ci ha dato. Il 28, 29, 30 e 31 gennaio 2010 (le date sono da confermare) si terrà a Potenza una manifestazione in suo ricordo, organizzata dall’Autorità di Genere per i Diritti e le Pari Opportunità, una di quelle iniziative che trovavano sempre il suo sostegno e la sua partecipazione.  Per riempire di contenuti un programma in bozza, ci piacerebbe che chi le ha voluto bene pensasse ad un piccolo evento,  qualcosa da realizzare in suo onore. Un reading, una breve pièce teatrale, un video, un concerto, qualcosa insomma che ce la ricordi, che parli di lei, che sia fatto in suo onore.

Potete mettere idee e proposte su questo blog, oppure scrivere a me o a Rossella Tarantino. Possiamo discuterne, oppure unire più proposte, oppure potete discuterne fra voi. Può essere qualcosa scritta apposta, o la riproposizione di qualcosa che avete già fatto, e che magari a lei era piaciuta.

Insomma, avete campo libero. Unico warning, non abbiamo moltissimo tempo, come è evidente, e ovviamente non abbiamo nemmeno risorse in copia, quindi pensate a prodotti che possano essere realizzati con poco, e facendo del volontariato. I temi? Inclusione sociale, pari opportunità, semplice intrattenimento, altro. L’importante è che sia fatto pensando a Cecilia.

Aspettiamo i vostri contributi!

Dopo gli incontri: alcune considerazioni

RIASSUMIAMO
Al termine del 2° ciclo di laboratori one-to-one con i singoli gruppi di lavoro dei 5 Centri, riassumiamo brevemente le impressioni avute e le considerazioni comunemente svolte. Finalmente abbiamo un po’ di carte su cui confrontarci! I documenti relativi alle ipotesi di attività core per l’avvio dei Centri per la creatività, prodotti dai Gruppi di Lavoro presentano caratteristiche differenti in relazione all’approccio di lavoro, al livello di approfondimento delle analisi e di dettaglio dei dati, al grado di risposta alle indicazioni di lavoro da noi fornite. C’è chi, come i GdL di Matera e Tito, ha prodotto proposte di attività a livello di singola associazione (o in alcuni casi di 2 o di più associazioni), dalle quali emergono idee dello Spazio ancora varie e che prescindono da ipotesi/esigenze di organizzazione funzionale e gestionale del Centro stesso. C’è chi è riuscito già in questa fase, come il GdL di Pisticci, ad elaborare una proposta unitaria di attività e presentare un documento che costituisce il risultato di sintesi delle singole proposte/contributi dei vari soggetti del GdL.

Le considerazioni comuni di ordine generale che posso essere svolte sui lavori prodotti sono le seguenti:

  • il tema delle ipotesi economiche (piano costi/ricavi) relative alle attività proposte, in molti casi resta ancora sullo sfondo: a fianco dei pochi che propongono attività specifiche per gli spazi – corredate dai numeri (anche se spannometrici)- c’è chi fornisce numeri precisi ma per attività non del tutto contestualizzate nel centro e chi propone attività specifiche per lo spazio ma senza alcuna indicazione o indicazioni insufficienti sui numeri;
  • la valutazione e la scelta delle attività da realizzare nei Centri non può prescindere dal tema dei costi di gestione degli spazi: il finanziamento pubblico (previsto in quasi tutte le attività proposte) deve essere considerato quale fattore esogeno ed è pertanto necessario da un lato approfondire le ipotesi attuative (temporali/economiche) delle attività proposte in un ottica di estremo realismo, e tendere ad un equilibrio economico/finanziario delle stesse accettabile;
  • assunto che i documenti prodotti rendono un’idea di massima delle ipotesi (anche temporali) di utilizzo degli spazi, è necessario tendere ad ipotesi utilizzo ottimale degli stessi, in una logica di convenienza reciproca dei vari soggetti coinvolti (approccio win-win), il che significa arrivare ad un livello di specificazione tale da consentirci di operare in questa direzione e logica. E’ tempo di affrontare con chiarezza il tema della gestione dello spazio. La logica cliente/fornitore (“se qualcun’altro gestisce lo spazio io posso fornire il mio servizio/prodotto culturale”), non è contemplata, nel processo di VU in atto. Posto che Visioni Urbane considera quale risultato vero ipotesi di attività dei Centri quanto più convergenti ed inclusive e che, pertanto è questo l’obiettivo a cui tendere, non è scontato che tutti i soggetti coinvolti abbiano interesse/convenienza ad entrare nella gestione diretta dello spazio, in virtù della natura delle attività proposte (quali ad esempio attività di breve durata). A fronte di tale ipotesi, l’approccio da seguire, in questa fase, è quello della valutazione e negoziazione, con chi l’interesse a gestire lo spazio ce l’ha, del proprio contributo al funzionamento/ potenzialità di utilizzo dello spazio. E’ infine necessario approfondire l’analisi delle attività in una logica di programmazione unitaria, per individuare, tra tutte quelle proposte, le attività che convergono/si sovrappongono sia sul piano dei contenuti che su quello temporale.

In considerazione dei differenti livelli di maturità del lavoro all’interno dei singoli GdL e ferme restanti le valutazioni specifiche svolte nell’ambito di ciascun laboratorio, possiamo riassumere così le indicazioni di lavoro cui attenersi per lo sviluppo del processo e dei documenti da produrre per il prossimo ciclo di incontri.

  1. Ciascuna Associazione deve esplicitare se ha interesse o meno a gestire il Centro;
  2. A partire dalle proposte dei singoli, bisogna lavorare alla predisposizione di una proposta organica di attività del Centro. A questo proposito, riassumiamo di seguito le aree di business da noi suggerite, in base alle quali aggregare le attività dei Centri: 
    a. EVENTI (spettacoli, concerti, mostre, festival, etc.)
    b. FORMAZIONE (corsi di formazione, laboratori, workshop)
    c. SERVIZI (ristorazione, sport, noleggi, fitti, prodotti e servizi per turisti, ecc.)
    d. PRODUZIONE CULTURALE (incubazione di attività anche imprenditoriali, che può spaziare dall’ITC ad ipotesi di casa di produzione editoriale, discografica, teatrale etc.).
    Il mix di attività per la sostenibilità dei centri è ovviamente quello che vede in equilibrio l’offerta delle varie aree, senza cadere nella tentazione di concentrare le proposte in quei settori notoriamente supportati dal finanziamento pubblico (eventi e produzione artistico/culturale), a meno che tali attività non siano ripensate in chiave di redditività economica.
  3. Una volta definita l’ipotesi organica di attività per il Centro, si dovrà elaborare una programmazione temporale delle stesse (se volete sul modello del foglio excel già utilizzato per la prima esercitazione e comunque secondo la seguente struttura: moduli (differenti spazi utili interni al Centro)/ attività / calendario) per verificare eventuali sovrapposizioni e/o sinergie sia spazio/temporali che relative all’impiego di risorse strumentali in dotazione presso i centri. Per far questo è necessario, a livello di singole attività proposte : approfondire gli elementi analitici e descrittivi delle attività con riguardo al contesto (pubblici /territorio) agli obiettivi (contributo alla mission/valore aggiunto per il Centro) e alle interrelazioni con altre attività; definire in modo chiaro quantità, competenze/funzioni, tempi di impiego (gg./ore) di risorse umane e strumentali necessarie alla realizzazione delle attività (incluse quelle di comunicazione/marketing) e stimarne i costi di dettaglio (qnt x costo unitario x tempo = costo totale) in modo analogo, specificare nel dettaglio le fonti di ricavo (per es. : n. partecipanti x costo biglietto/fee=ric. tot) e, nel caso di finanziamenti pubblici/privati, fornire indicazioni sulle fonti e le ipotesi di accesso) indicare il benchmark di riferimento, cioè a quale altra iniziativa nel mondo a cui ispirate la vostra proposta di attività.

Con riguardo alle dotazioni strumentali dei Centri, ribadiamo l’invito a verificare/aggiornare gli elenchi prodotti a suo tempo per ciascuno spazio, in base all’attuale livello di definizione delle attività da realizzarsi nei Centri stessi.

Concludiamo con alcune ulteriori indicazioni:

  • Il business plan dei centri dovrà contenere proiezione economico/finanziarie a 7 anni (2 anni pre-statup, 2 anni startup, 3 anni regime), ciò implica la formulazione di ipotesi differiate (e progressive) di avvio/sviluppo delle attività e di relativo utilizzo delle risorse. 
  • L’obiettivo di attribuire ai centri la valenza di attrattori territoriali non deve essere perso di vista, pertanto è opportuno lavorare anche in questa direzione individuando filoni di attività innovative alternative/collaterali (anche di economia sociale) da poter sviluppare.
  • E’ necessario iniziare a pensare ad un Piano di comunicazione e marketing dei Centri, ripartendo dai concept e in considerazione delle attività che si stanno definendo. Predisporre un file unico per ciascun Centro che raccolga tutti i benchmark di attività.

DATE INCONTRI INTERMEDI
Al fine di concordare la tempistica del 3° ciclo di laboratori, effettueremo degli incontri intermedi di verifica di avanzamento dei lavori che potranno avere luogo a Potenza, presso gli uffici regionali, i giorni 17, 18, 21 e 22 dicembre p.v.. Per concordare giorno e orario, potete contattare direttamente Simona.

Un logo per Visioni Urbane!

Visioni Urbane è cresciuto, e con esso siamo cresciuti noi. E’ arrivato il momento di uscire: uscire fuori regione, uscire allo scoperto come progetto innovativo di sviluppo locale attraverso la creatività.

Abbiamo bisogno di una immagine che ci rappresenti, che parli di noi ovunque. Abbiamo bisogno di un logo di Visioni Urbane. Normalmente avremmo dato l’incarico ad un grafico, o ad un tipografo. Ma visto che lavoriamo  con i creativi, perchè non lasciare che siano i creativi a pensarci?

Il Formez  indice un avviso per un concorso di idee per il logo di VU: siete tutti invitati a partecipare, aspettiamo le vostre proposte.

Scaricate il testo dell’avviso, comprensivo del facsimile di scheda di partecipazione e di una breve sintesi della filosofia alla base del progetto, che può essere di aiuto nella elaborazione creativa.

Buona creazione!

Secondo giro di incontri one-to-one

Dopo mediazioni, ecco il calendario dei prossimi incontri di Simona Trento e Mario Caputo con i gruppi di lavoro.
La sede per tutti gli incontri è uguale a quella degli incontri precedenti

Martedì 1 dicembre – ore 15:00 – Gruppo di Lavoro MATERA

Mercoledì 2 dicembre – ore 9:30 – Gruppo di Lavoro VALSARMENTO

Mercoledì 2 dicembre – ore 15:30 – Gruppo di Lavoro PISTICCI

Giovedì 3 dicembre  – ore 9:00 – Gruppo di Lavoro RIONERO in V.

Giovedì 3 dicembre – ore 14:30 – Gruppo di Lavoro TITO

Dopo gli incontri one-to-one

A conclusione del primo ciclo di incontri “one to one”, come d’accordo, riassumiamo gli impegni reciprocamente assunti e facciamo un quadro del lavoro da svolgere nei prossimi giorni.

Gli impegni dello staff regionale:

A. ricostruire i quadri di riferimento per ciascuno dei centri (se ricordate, si tratta di una delle sezioni dello schema di Studio di Fattibilità presentato da Mario);

B. avviare la costruzione di una mappa delle opportunità progettuali.

Gli impegni dei gruppi di lavoro, a partire dalle esercitazioni su pubblico e programmazione delle attività già svolte:

1. individuare le attività core, ovvero quelle attività che sicuramente saranno realizzate all’interno dei Centri;

2. esplodere tali attività e redigere un documento che presenti, per ciascuna di esse:
2.a – una descrizione di dettaglio
2.b – il pubblico o i pubblici di riferimento (dati soprattutto quantitativi)
2.c – le risorse umane e i beni strumentali necessari
2.d – un piano dei costi e dei ricavi

3. predisporre un quadro delle interrelazioni potenziali tra attività interne al Centro o fra attività del Centro e attività realizzate in altri Centri della rete;

4. predisporre un elenco di benchmark delle attività da realizzare (dove si fanno le stesse attività del vostro Centro, o attività simili? con quali esiti?)

I documenti dovranno essere condivisi, sempre come concordato, nel corso del prossimo ciclo di laboratori, programmato per fine mese di Novembre, ed anticipati via mail un paio di giorni prima di ciascun incontro.

Al più presto vi comunicheremo le date dei laboratori. Fino ad allora, restiamo a disposizione per ogni esigenza di confronto, chiarimento, scambio, e quanto necessario.

Per contatti: 
Mario Caputomcaputo@studiaresviluppo.it
Simona Trentosimonatrento@virgilio.it

Il laboratorio in presa diretta

Oggi c’è Pete Tidemann, un esperto statunitense di comunicazione  (con una impressionante somiglianza con Bruce Willis). Ci parlerà di fund raising e in generale di comunicazione di eventi in luoghi poveri, ove per “povero”, come sottolinea Alberto, non si intende un luogo come la Basilicata, ma si intende luoghi del mondo dove il reddito medio è 1 dollaro al giorno.

ore 10:00 – Tidemann racconta come è arrivato ad occuparsi di organizzazione di eventi e poi di fund raising a Zanzibar, in Africa. Ha cominiciato nel 2001 per pura passione, aiutando a mettere su un Film Festival, con dotazioni tecnologiche molto precarie. Al termine del Festival, gli organizzatori gli hanno chiesto di restare e preparare dei workshop per formare i tecnici del suono, delle luci, etc. Lui, allora, consapevole che senza fondi sarebbe stato difficile insegnare qualcosa a qualcuno, ha cominiciato a provare a raccogliere fondi negli Stati Uniti e altrove per finanziare i workshop e alla fine, l’intero Festival nelle sue varie edizioni. Questa esperienza ha fatto di lui un fund raiser.

Co-opetition, ovvero un mix fra competizione e collaborazione: questo è un concetto molto importante per i progetti creativi, ed è un concetto che dovrebbe permeare di sè anche il lavoro di Visioni Urbane. Tidemann chiede se nel gruppo di VU ci sia, ci sia mai stata, co-opetition, e se è stata notata una differenza fra prima e dopo.

Tidemann suggerisce di porsi delle domande, prima di affrontare un progetto dove sia necessario attivare una co-opetition: chi siamo? qual è il terreno che abbiamo in comune? cosa cerchiamo? come possiamo rendere semplice e chiara la comunicazione?

Ad Haiti la difficoltà è stata quella di convincere le fondazioni a mettere soldi in una impresa apparentemente futile come un festival di musica, visto che c’erano problemi ben più seri: la denutrizione, la disoccupazione, la mancanza di acqua, etc. Il governo si tirava indietro, i finanziatori dimezzavano le loro donazioni. Ci è voluto un anno e mezzo per raccogliere i fondi necessari pe rla prima edizione del festival. Per le successive edizioni si è avuta l’idea di trasformare il festival in uan fondazione, e poi in uan scuola di cinema. Ricevere fondi per una scuola, ovvero ad una istituzione formativa che assicura il futuro dei giovani haitinai, è stato molto più facile e “politicamente corretto” anche da parte di fondazioni ed istituzioni finanziarie. Se questo è stato possibile in un paese del terzo mondo, perchè non dovrebbe essere possibile anche in Italia?

Tidemann passa poi a spiegare un modello teorico, creato dal suo collega Reggie Prim, per costruire impegno civile nelle manifestazioni artistiche. Il modello si basa su 4 C: Container (l’immobile, il contenitore fisico), Convener (colui che convoca, colui che crea l’occasione), Connector (il connettore, colui che evidenza le differenze e fa in modo che fra esse si ponga un ponte, per superarle), Catalyst (il catalizzatore, l’evento o la persona che rende tutto possibile).

Ci sono poi 4 potenziali mercati per reperire risorse economiche: Fondazioni, Corporazioni (ovvero grandi aziende), Governo o Enti Pubblici, singoli Individui. Dopo aver studiato il modello teorico, si è alla fine in grado di rispondere alle domande poste all’inizio.

Viene posta la domanda relativa al fatto che in Basilicata si dipende troppo dagli Enti pubblici, e come si concilia questo con l’autosostenibilità dei Centri creativi? la risposta ha a che fare con il coinvolgimento di persone tramite la formazione, che può essere promossa a pagamento, sfruttando le ricchezze locali; altro “segreto” può essere il coinvolgimento delle persone, siano o meno finanziatori, che si sentano coinvolte nei progetti realizzati e quindi si sentono parte dell’organizzazione che li realizzano. E persone coinvolte sono poi persone collaborative, che aiutano a raccogliere fondi per il futuro.

Una organizzazione-tipo di una istituzioni che si occupi di un progetto culturale è fatta da un board director, da uno staff senior che comprende il direttore tecnico, quello del marketing, quello che si occupa di reperire i fondi. Poi ci sono i volontari, il cui prezioso lavoro va sempre tenuto in conto. Molto importante è anche fare programmazioni a medio-lungo termine, sulla vita di una istituzione che si occupi di cultura: così i finanziatori si sentiranno invogliati ad investire. Sviluppare un senso di partecipazione nel donatore.

Importante è anche la trasparenza della contabilità delle donazioni, perchè il donatore si senta sicuro dell’obiettivo per quello che spende, e un database di sponsor o donatori, passati e futuri.

ore 12:30 – dopo una breve pausa caffè, Alberto chiede al gruppo di fare domande, molto concrete, come è stata la spiegazione di Pete, relative ai propri progetti e alle difficoltà di trovare fondi per realizzarli.

Parlano Max Selvaggi di Allelammie,  Luca Acito di Cinefabrica, Antonio Nicoletti di Onyx Jazz Club, Enza De Stefano di ArtePollino, Massimo Todini di LIS: ad ognuno di costoro Pete Tidemann fa una diagnosi “esterna” di punti di forza e punti di debolezza del proprio sistema di fund raising.  Il discorso si sposta sul come vendere il prodotto ArtePollino, ovvero l’arte contemporanea nel parco nazionale, come una opportunità di sviluppo.

ore 14:00 – pausa pranzo

ore 15:30 – ripresa dei lavori. Proseguono le curiosità, le domande, le richieste di consigli. Pete Tidemann non è un teorico: entra nel vivo dei singoli progetti, scava, vuole il corpo vivo delle attività, e sapere quanti piedi ci mettono dentro i creativi che le hanno pensate. I creativi richiedono a gran voce le sue slide, per essere sicuri di portare via qualcosa di concreto, da studiare, qualcosa che resti. Alle 17:30 i lavori si chiudono.

Laboratorio del 3 Novembre 2009

Scusandoci per il ritardo, dovuto all’onda lunga degli Open Days (sui quali verrà fatto un resoconto appena possibile), confermiamo che domani 3 Novembre 2009 avrà luogo il laboratorio avente ad oggetto il fund raising e le possibili forme di sostenibilità di centri per la creatività.

Nostro gradito ospite è Pete Tidemann, fondatore di Linear Velocity, una azienda di comunicazione con sede a Minneapolis (USA). Linear Velocity ha fra i suoi obiettivi la creazione di linee dirette di comunicazione fra culture utilizzando mezzi tecnologicamente avanzati, incoraggiando punti di intersezione e di incontro e terreno fertile per lo scambio di idee.

La sede del laboratorio è il Park Hotel di Potenza, Raccordo S.S. Basentana, km. 50.

Il programma di domani

ore 9:00 – Registrazione partecipanti

ore 9:30 – Il punto su Visioni Urbane. Gli Open Days: come è andata? Presentazione della giornata di lavoro (Rossella Tarantino)

ore 10:15 – Breve restituzione degli incontri bilaterali in corso fra il gruppo di lavoro Regione Basilicata e i gruppi di lavoro dei Centri (Mario Caputo)

ore 10:45 – Presentazione di Pete Tidemann e del suo intervento (Alberto Cottica)

ore 11:00 – Arte ed impegno civile: fare una mappa delle connessioni (Pete Tidemann)

ore 12:00 – I gruppi si presentano, presentano il concept del centro, e danno il via al dibattito: domande, richieste di chiarimenti, osservazioni, interlocuzioni. Non ci sono veri e propri “compiti a casa”, ma sarebbe bene che ciascun gruppo preparasse qualche domanda specifica, delle quali diamo qualche esemplificazione: qual è la sponsorship più adatta al nostro tipo di prodotto? e, al contrario, quale tipo di prodotto può interessare uno sponsor, e quale? fondazioni, banche, grandi aziende: come scegliere? come interessarle? come commisurare il progetto alle risorse necessarie? e così via.

ore 13:30 – pausa pranzo

ore 15:00 – ripresa dei lavori, eventuale prosecuzione del dibattito con Tidemann, conclusioni

ore 16:00 – chiusura dei lavori

Nel raccomandarvi, come sempre, la puntualità, vi chiediamo, ancora una volta:
1. di prenotarvi tramite commenti a questo post o tramite mail a ida.leone@gmail.com;
2. se intendete mostrare slide, o video, per i vostri interventi, per favore mandateli in anticipo, entro stasera, a ida.leone@gmail.com oppure a domenico.stigliano@libero.it.

A domani!

A|Maze, il gioco

Sono appena rientrata da A|Maze, il gioco urbano organizzato a Matera da Augusto e i ragazzi di Critical City. Riporto impressioni strappate e frammentarie, complice la stanchezza. Due su tutte che mi hanno colpito e mi raccontano di un esperimento riuscito: la cooperazione fra giocatori, la cooperazione spontanea della popolazione. Il vecchietto che ti si avvicina, e, senza che tu gliel’abbia chiesto, si offre di aiutarti a trovare la strada in un momento di raro sconforto è impagabile.

Dovevate esserci tutti, ragazzi. Bellissimo.

FestivAlFemminile, in ricordo di Cecilia
Si apre domani e proseguirà fino al 31 Gennaio il FestivAlFemminile, con la partecipazione e la fattiva collaborazione di molti della community creativa lucana, in ricordo della dirigente della Regione Basilicata a cui VU deve tanto.

In particolare, segnaliamo il Premio Cecilia Salvia, un premio alla creatività di giovani donne lucane, al quale vi invitiamo a partecipare numerose.

VU al KublaiCamp, CasaCava in SL
Visioni Urbane sarà presente al KublaiCamp, evento in stile barcamp sui temi della creatività e dello sviluppo organizzato dal Progetto Kublai del DPS. Una delle sessioni del KublaiCamp è dedicata agli spazi per la creatività, ed è lì che racconteremo di noi.

In un'altra sessione, dedicata a SL, si parlerà di CasaCava: come è e cosa potremo farci dentro in real life, come è - e cosa potremo farci dentro -se ridisegnata per Second Life.

And the winner is ….
E' on line la graduatoria definitiva relativa al bando per la progettazione di un logo per Visioni Urbane.

E' risultato vincitore, con 85 punti, Mauro Bubbico Al secondo posto Massimo Todini con 80 punti, al terzo Samanta Martini con 73 punti.

Scaricate la graduatoria finale e gli altri punteggi.

VU 2.0?
Stiamo riorganizzando il materiale del blog per renderlo più fruibile, sia per gli "addetti ai lavori", sia - e soprattutto - per i nuovi visitatori. Nella stessa direzione vanno alcuni cambiamenti grafici. Ora abbiamo il logo, possiamo mettere mano al tema del blog, sperando di fare cosa gradita a tutti.

Sono online i video dei centri
Dalla pagina I cantieri edili si accede al video riepilogativo dei 5 centri.

Ecco, inoltre, i video di ciascun centro: Marconia di Pisticci, Matera,Rionero in Vulture, S. Paolo Albanese,Tito.

Buona Visione!

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