Buone vibrazioni alla Regione
Non posso raccontare in un solo post la due giorni di lavoro cominciata ieri e finita alle 10 passate di stasera! In super sintesi il lavoro di incontri con le associazioni continua, e non solo lo facciamo noi “da fuori”, ma comincia a occuparsene anche il gruppo sul territorio (soprattutto Gabriella e Carmela, mentre Clara continua a lavorare su questo blog).
La novità vera di questo viaggio è stata una riunione fatta ieri mattina, ha cui hanno partecipato diversi funzionari regionali. I due del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici, Rossella e Valerio, ma anche Cecilia Salvia, dirigente fresca di nomina dell’ufficio programmazione (è formalmente la responsabile dell’azione spazi laboratorio); Giuseppe Romaniello, esperto di formazione dello stesso ufficio; e Mariano, dell’ufficio turismo (Cecilia e Giuseppe sono le due persone che si sono inventate la shortlist cultura, un’esperienza che praticamente tutti quelli che abbiamo intervistato fin qui hanno lodato molto). Cecilia, Giuseppe e Mariano sentivano parlare di VU più o meno per la prima volta, e mi sembra abbiano reagito molto bene, rendendosi disponibili a mettersi in gioco. D’altra parte, se il progetto funziona ci sono delle belle soddisfazioni da prendersi: non solo progettare i laboratori insieme al meglio della scena creativa lucana, ma anche “rinfrescare” il modo in cui pensano alla creatività in Basilicata. Gli enti pubblici, infatti, hanno molti rapporti con chi gli chiede contributi, e vedono meno gli altri, che pure ci sono (solo tra gli incontri di oggi potrei citare tre soggetti che non hanno mai preso denaro pubblico: la scuola di musica Tumbao, l’editrice musicale Officina, gli organizzatori di eventi Amnesiac Arts).
Si è parlato molto di come rendere la discussione dell’incontro di ottobre il più concreta possibile: alla fine sono saltate fuori due idee principali. La prima è quella di esporsi a fare un’analisi della scena, cioè a raccontare ai creativi lucani come li vediamo noi del Ministero “dal di fuori”. La seconda è quella di raccontare per sommi capi alcune esperienze trovate in giro per il mondo, che non sono ovviamente ancora proposte ma danno il senso dello spazio delle cose che si possono fare. Per esempio, potremmo raccontare che a Cambridge esiste un centro culturale molto forte, che coltiva un pubblico fortemente locale e propone spettacoli di vario tipo ma anche iniziative di promozione della creatività locale (tipo portare artisti di Cambridge a festival e “market places” per accrescerne la visibilità). Oppure potremmo spiegare che a Banff, in Canada, c’è un sistema di residenze molto forte basato sulla cultura della montagna, e così via.
C’è molto da fare, naturalmente. Ma sono comunque contento, perché mi sembra che le idee sull’incontro di ottobre e sul progetto si stiano chiarendo, e – cosa ancora più importante – obiettivi, valori e stile comunicativo cominciano a essere condivisi anche al di fuori del gruppo ristretto che ha portato avanti il progetto all’inizio. Speriamo bene…








PENSI SERIAMENTE ALLA SUA SAUTE E ALLA SUA VITA.