Cominciamo a parlare di approfondimenti?

Thursday, 1 November , 2007 – 15:43

Come da suggerimento di Giancarlo abbiamo deciso di aprire pagine in cui impostare il lavoro delle quattro giornate di approfondimento di cui parlavo all’incontro di Potenza. Per ora ho messo online quella relativa a tecnologie per la creatività. Quello che ho scritto è una proposta di indice degli argomenti di cui trattare, per ora abbastanza generico: andate alla pagina (si può accedere anche dalla voce Workshops nella menubar) e cliccate su “aggiungi un commento” per dire la vostra e aiutarci a specificare il programma della giornata di lavoro. Abbiamo anche una proposta sul nome dell’esperto da coinvolgere: lo scrittore americano (ma vive in Canada) Bruce Sterling.

  1. 15 Responses to “Cominciamo a parlare di approfondimenti?”

  2. Ringrazio per l’apertura di questioni tematiche, con la speranza che finalmente si discuta su questo blog.

    Va bene anche cominciare a proporre dei contenuti delle giornate di approfondimento, ma quello che intendevo propriamente io, Alberto, era di fare un piccolo passo a lato per sviluppare alcuni punti che non erano chiari non solo al sottoscritto. Logicamente, visto lo strumento e la suddivisione in moduli tematici, il tutto si può parallelizzare e non bisogna attendere l’esaurirsi di un argomento per passare all’altro.

    Cerco di schematizzare quanto già scritto in altri post
    - criteri di partecipazione ai gruppi di lavoro;
    - modalità di composizione dei gruppi di lavoro;
    - chi sono i creativi? arriviamo a definirli;
    - cosa si intende per “laboratori”?
    - su cosa è giusto che si focalizzi l’attenzione dei finanziamenti pubblici (per arrivare ad una definizione anche di “evento culturale” e creare una discriminante sui contenuti da inserire negli “spazi creativi” futuri);
    - a chi dovranno essere rivolti i “laboratori”?
    - proposte per i contenuti (a questo mira, per quanto concerne le tematiche proposte il 17 ottobre, le pagine che hai aperto)
    - idee per i contenuti (se ci sono altre sezioni su cui secondo gli altri dovrebbe aprirsi un approfondimento);

    By Giancarlo Riviezzi on Nov 2, 2007

  3. OK, ti posso dire le mie idee, che non coincidono necessariamente con quelle del gruppo di VU:

    - partecipa ai gruppi di lavoro chi lo desidera, fermo restando che ci sarà appunto da lavorare, da scrivere, che pezzi di discussione saranno in inglese (se l’esperto è Sterling…) e che in generale “non si guadagna niente” se non un ampliamento dei propri orizzonti e la nostra gratitudine.

    - i gruppi di lavoro sono composti da chi vi vuole partecipare. E’ possibile - e consigliato - partecipare a più gruppi di lavoro.

    - la creatività comprende le arti, la moda, la pubblicità, il software, l’hi-tech, la comunicazione.

    - interlocutori del progetto sono gli organizzatori culturali, alcuni dei quali sono anche artisti.

    - gli spazi laboratorio, invece, vanno pensati perché possano essere vissuti sia dagli organizzatori che dagli artisti in senso stretto.

    - non ho molta voglia di discutere di su cosa si devono focalizzare gli investimenti pubblici, perché su questo non abbiamo potere di decidere alcunché. Mi sembrerebbe inopportuno mettere barriere a priori sulle attività da realizzare negli spazi laboratorio.

    - contenuti: vedi le pagine tematiche. Altre proposte si possono fare direttamente a noi.

    By Alberto on Nov 2, 2007

  4. Siamo d’accordo sul fatto che la partecipazione ai gruppi non possa essere che volontaria, ed è giusto anche che si possa partecipare a più gruppi di lavoro. 1) Noi riteniamo molto importanti incontri di approfondimento sulle problematiche della gestione degli spazi creativi, nel senso di grandi contenitori dedicati, perché se è vero che ci sono sul mercato esperti del settore, per studi di fattibilità, organigrammi, ecc. è anche vero che meglio si affronta ciò di cui si sanno interpretare bene le regole fondamentali. Il nostro gruppo (Opera Prima, Feedback, Luna al guinzaglio, Orfeo hotel, Cartoons), concretamente interessato all’istituzione di un grande spazio sperimentale dedicato all’arte contemporanea “Art’s Factory Basilicata”, ritiene fondamentale confrontarsi con altri soggetti che a livello nazionale e internazionale abbiano già affrontato i problemi concreti della gestione.
    2) Incontrare Bruce Sterling sulle tecnologie della comunicazione sarà per noi particolarmente interessante, avendo partecipato, come Associazione Scriptavolant (Presidente Lorenza Colicigno), alla realizzazione di un “romanzo totale” “La potenza di Eymerich” (Bacchilega editore, 2004) sui fatti di Scanzano, in collaborazione con Kay Zen (W-ming) e Amnesiacart. Riflettere sull’uso delle tecnologie della comunicazione legate alla creatività, in tempi di rapidissima obsolescenza, è certamente fondamentale, in particolare quando ad esso si connettono i problemi socio-politici che affronta Sterling nell’ultima fase del suo lavoro.

    By Art's factory Basilicata on Nov 2, 2007

  5. Bene, Alberto. Credo che questo sia il modo giusto per stimolare e puntualizzare la discussione. Siamo qui, intendo su questo spazio virtuale, per confrontarci e proporre, oltre che per avere chiarimenti e preparare il terreno per un linguaggio comune.

    Gruppi di lavoro
    Approfondimenti, workshop e gruppi di lavoro sono qui sinonimi? Ovvero: l’approfondimento con l’esperto è propedeutico al gruppo di lavoro (che dovrebbe essere, resto sul termine, qualcosa di operativo, di pratico), ne costituisce il substrato teorico, oppure è già parte integrante dello stesso? L’espero continuerà a camminare con il gruppo? Il gruppo come pensi lavorerà (in che modo, per quanto tempo, so che è una domanda poco precisa e mi scuso in anticipo, volevo solo conoscere il tuo parere in merito)? Cosa ti aspetti che “esca” dal gruppo di lavoro, quali sono i suoi obiettivi?

    Creativi
    Mi hai dato una definizione di creatività, non di “creativo”. Se la creatività comprende le arti, ad esempio la musica, è un “creativo”: chi compone la musica, chi lavora in quel settore come un distributore o un organizzatore di concerti, chi si interessa di musica, chi gestisce uno spazio in cui si fa musica, tutti questi soggetti insieme? Qui parliamo molto di creativi e di scena creativa, vorrei capire bene cosa si intende.

    Criteri di partecipazione ai gruppi
    Su base volontaria, si è detto. Ma la modalità virale è ancora attiva? Cioè: potranno parteciparvi anche “creativi” che non sono venuti all’incontro del 17 ottobre e che non sono ancora inclusi nell’elenco di VU? Siamo invitati a segnalare altre persone/gruppo/associazioni che possano dare un contributo? Nel caso di risposta affermativa, ossia che VU sia sempre aperto, come farebbero queste persone ad agrgegarsi? Basta che lascino un commento sul blog?

    Le domande ovviamente sono aperte non solo ad Alberto, ma a tutti i soggetti di Visioni Urbane.

    By Giancarlo Riviezzi on Nov 2, 2007

  6. Il tentativo di, meglio la tentazione a,
    definire il termine “creatività” in senso
    generale e generico, mi rimanda al
    tentativo crociano di definire la poesia!
    In effetti ogni termine va contestualizzato
    altrimenti diventa una categoria vuota.
    Anch’io sono molto interessata a definire
    l’identità del “creativo”, ma credo che occorra farlo partendo da contesti diversi, che forse non interessano tutti questo blog.
    Ad esempio, nel contesto sociologico, creatività può avere un significato strettamente connesso a “novità” e “utilità”, secondo la definizione del matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Se precisiamo l’ambito agli stretti confini delle arti, un esempio di difficoltà create (!) dalle definizioni viene dal campo della scrittura letteraria, “creative writer” infatti, è espressione del lessico anglosassone in Italiano traducibile con espressivo o letterario (raccomandato dagli Accademici!).
    Nel contesto in cui stiamo agendo, già di per se stesso difficile da definire, il termine creatività è stato declinato finora essenzialmente come un aggettivo, in “spazi creativi”, o un aggettivo sostantivato, in “creativi”, o un insieme, come nelle indicazioni di Alberto: la creatività comprende le arti, la moda, la pubblicità, il software,
    l’hi-tech, la comunicazione.
    Nel mio intervento del 17 Ottobre ebbi modo di parlare di “creatività diffusa”, intendendo dire che nella società contemporanea, nello specifico in quella della Basilicata, è particolarmente diffuso tra i giovani (e non solo) un disagio socio-economico ed esistenziale che produce un’impellente esigenza di comunicazione; tale esigenza, nei suoi risvolti costruttivi, trova nei linguaggi dell’arte i suoi canali privilegiati, nei suoi aspetti distruttivi, produce ovviamente atteggiamenti distruttivi, di cui si hanno cattive notizie quasi quotidianamente dai mass-media. Mi sembra dunque molto importante studiare il collegamento tra creatività diffusa e lo specifico delle arti, visto che il nostro lavoro comune, benché prevalentemente virtuale, almeno per ora, ha proprio a che fare con le concrete esigenze di una comunità territorialmente determinata, qui nessuno, infatti, ha interesse a far accedemia o a crearsi scenari personali. Ovviamente non pretendo che qualcuno legga questo lungo commento… Scherzo, ovviamente, tuttavia ci sono temi che meritano di essere approfonditi, a rischio di dover usare molte parole. Creative?

    By Art's factory Basilicata on Nov 3, 2007

  7. Stimolante il suo intervento, professoressa.

    Il mio interesse verso il linguaggio, in questo caso verso la terminologia, va inteso non in senso ampio e accademico quanto piuttosto in quello, ristretto, limitato al contesto. Insomma, non sto a speculare sul significato (meglio, Bene, sul significante) e voglio rifuggire da paradossi del tipo “scrivere di musica è come danzare di architettura” (probabilmente Frank Zappa: scusi ma il mio background cultuale è molto più “stradaiolo” - si scherza!) et simila.
    La mia domanda obbedisce ad una logica del tipo:
    a) Visioni Urbane chiama a raccolta i creativi;
    b) I creativi sono coloro che possono partecipare a Visioni Urbane;
    c) chi sono questi “creativi”?

    e deriva dai continui interventi, durante l’incontro del 17 ottobre, a - testuale - “darsi delle regole”.

    Alberto nelle faq dà la sua risposta:
    Sono persone che si occupano di arte, musica, teatro, letteratura, cinema, audiovisivo, design, moda, pubblicità, marketing, comunicazione, informazione (compresi i bloggers) e hi-tech. Preferiamo avere rapporti con imprese, associazioni e organizzatori culturali in genere piuttosto che con artisti in senso stretto, anche se molti artisti sono, per scelta o per necessità, anche organizzatori o managers di se stessi.

    By Giancarlo Riviezzi on Nov 3, 2007

  8. Elvis Costello, non Frank Zappa :)

    By Alberto on Nov 3, 2007

  9. Scrivo “probabilmente Frank Zappa” non a caso.
    Infatti c’è una lunga diatriba su chi abbia per primo pronunciato la famosa frase. Sull’argomento c’è chi addirittura ha messo su una pagina internet:
    http://home.pacifier.com/~ascott/they/tamildaa.htm

    Confesso che a me “piace” attribuirla al vecchio Zappa…

    By Giancarlo Riviezzi on Nov 4, 2007

  10. A proposito di citazioni…Credo che dovremmo aggiornare la frase storica: “Gli Italiani sono un popolo di santi, di navigatori, di eroi” con la seguente: “Gli Italiani sono un popolo di santi, di navigatori, di eroi… e i lucani sono un popolo di creativi”. Ridiamoci un po’ su, ammesso che la battuta lo consenta!

    By Art's factory Basilicata on Nov 4, 2007

  11. Criteri di partecipazione ai gruppi
    Su base volontaria, si è detto. Ma la modalità virale è ancora attiva?
    Contibuto all’allargamento della discussione su creatività -spazi-utopie a proposito di VISIONI URBANE vi aggiungerei & RURALI.
    lA constatazione nasce dal considerare la basiliKata un territorio vasto ove gli ambiti strettamente urbani possono dirsi esclusivamente le cittadine di Matera e Potenza.
    l’area nord della regione (Melfi-Rionero -Venosa) le cittadine di Policoro-Pisticci-Lauria etc. non propriamente URBANI ne tantomeno solo rurali,gli ambiti creativi e sociali quAle ruolo possono svolgere in tale VISIONE? estendere o comprimere , aprire/chiudere.

    By Bernardo Bruno on Nov 4, 2007

  12. LA MAMMA DEI CREATIVI E’ SEMPRE INCINTA.
    Scusate l’intrusione… ma mi stavo addormentando leggendo alcuni di questi “trattati” sulla definizione di “chi è un… CREATIVO”.
    Spero che la definizione scritta da Alberto vi trovi d’accordo…
    Let’s go on…

    p.s.
    Non avendo partecipato ai precedenti incontri, sto ancora entrando nell’ottica del Progetto. Poi dirò la mia idea…
    Se ne dovessi avere una!

    By gianluca lagrotta [gielle] on Nov 4, 2007

  13. Lavoro per una società che si occupa di creatività dal 1968.

    Dai suoi uffici sono usciti molti dei prodotti che mangiamo o utilizziamo tutti i giorni e la cosa che ho appreso lavorando per loro è che ci sono precise regole da rispettare quando si parla di creatività “costruttiva”.

    Ne riporto due:

    1. i “gruppi creativi” devono essere composti da persone provenienti da ambiti professionali, formativi e umani diversi.

    E’ quasi certo che da un tavolo composto esclusivamente da “esperti di settore” non esca fuori nulla di innovativo;

    2. velocità, efficacia ed efficienza di un processo creativo sono direttamente correlate all’abilità del soggetto che ha la responsabilità di supervisionare/condurre il percorso creativo.

    Mi limito a questi due insegnamenti che ho ricevuto per fare alcune considerazioni.

    Credo che:

    a. ai “gruppi creativi” possa partecipare chiunque, a patto che alla fine il gruppo sia il più variegato possibile;

    b. sia necessario individuare, per ogni gruppo, un responsabile del processo creativo, non necessariamente esperto dell’ambito di discussione, ma sicuramente esperto nelle tecniche di creatività.

    By Giuseppe Torre on Nov 7, 2007

  14. Ancora sui creativi, ma questa volta sugli “spazi creativi”, i luoghi in cui si presuppone che i creativi debbano muoversi. Credo che il rapporto tra tecnologie per la creatività e spazi per la creatività sia strettissimo e che i due aspetti debbano necessariamente intrecciarsi, quindi noi “artfactorati” proponiamo che si discuta in uno stesso gruppo dei due aspetti, sui quali, per altro, abbiamo qualche idea da mettere in comune, come ha chiesto Alberto. A presto.

    By Art's factory Basilicata on Nov 10, 2007

  15. Tutti e quattro gli approfondimenti saranno finalizzati a chiarirsi le idee sugli spazi: gli spazi sono la meta ultima di VU. Benissimo mettere in comune idee! Però chiederei a tutti di tenere i vostri progetti sullo sfondo, per il momento, concentrandoci invece sull’acquisizione di strumenti con cui, in seguito, ripensare e rafforzare i progetti stessi.

    By Alberto on Nov 10, 2007

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