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	<title>Commenti a: Spazi per la creatività: un quadro di insieme</title>
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		<title>Di: AGORAUT</title>
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		<dc:creator>AGORAUT</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 15:10:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ottima sintesi dei progetti arrivati. Siamo d&#039;accordo però con quanti hanno detto che i progetti devono essere innovativi ma fattibili, visionari ma utili alla creatività del territorio anche e soprattutto nel lungo peridoo. Ci affascina molto il  punto: Radici (anche noi veniamo dal Pollino); tradizioni locali come risorsa ma, a volte, anche come un limite se si pensa solo a quello. E allora facciamo in modo che queste tradizioni diventino &quot;spettacolo&quot; (perchè per gli esterni lo sono già) e facciamo in modo che le performace diventino esperienza in contenitori unici veicolati dalle nuove tecnologie, anche se ha ragione Antonio che dal basso si fa fatica a parlarne. Comunque, proponiamo un incontro all&#039;aria aperta, magari questa volta proprio sul Pollino, dove dar vita ad una contaminazione di idee sotto il sole di primavera, con un panino nello zaino e un pò di buon vino...un party ad alta quota..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima sintesi dei progetti arrivati. Siamo d&#8217;accordo però con quanti hanno detto che i progetti devono essere innovativi ma fattibili, visionari ma utili alla creatività del territorio anche e soprattutto nel lungo peridoo. Ci affascina molto il  punto: Radici (anche noi veniamo dal Pollino); tradizioni locali come risorsa ma, a volte, anche come un limite se si pensa solo a quello. E allora facciamo in modo che queste tradizioni diventino &#8220;spettacolo&#8221; (perchè per gli esterni lo sono già) e facciamo in modo che le performace diventino esperienza in contenitori unici veicolati dalle nuove tecnologie, anche se ha ragione Antonio che dal basso si fa fatica a parlarne. Comunque, proponiamo un incontro all&#8217;aria aperta, magari questa volta proprio sul Pollino, dove dar vita ad una contaminazione di idee sotto il sole di primavera, con un panino nello zaino e un pò di buon vino&#8230;un party ad alta quota..</p>
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		<title>Di: Giancarlo Riviezzi</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-618</link>
		<dc:creator>Giancarlo Riviezzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 10:56:36 +0000</pubDate>
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		<description>Per quanto ci riguarda siamo d&#039;accordo con:
Art&#039;s Factory: 
&lt;blockquote&gt;è oggi il momento di passarci ai raggi x, con interviste mirate, con ogni altra forma di analisi utile a determinare quali realtà possano garantire un uso produttivo dei fondi regionali.&lt;/blockquote&gt;

Mariangela: 
&lt;blockquote&gt;I soldi pubblici devono essere spesi bene. Devono essere investiti in progetti che abbiano uno sviluppo e una durata nel tempo, che non siano cattedrali nel deserto.
La logica secondo me non deve essere: costruisco il mega teatro che ospiti una volta all’anno il mega concerto. Perché da un anno all’altro il teatro se lo mangiano le tarme.
Meglio spazi da trasformare, da adeguare, da reinventare, da usare, insomma spazi che ci assomiglino, ma che abbiamo dentro un po’ della follia di questo progetto.&lt;/blockquote&gt;

Antonio: 
&lt;blockquote&gt;forse proverei a spingere di più sull’ict, sulle nuove tecnologie. E&#039; un elemento che dal basso non è emerso molto (non sempre l’associazionismo culturale ha queste competenze e questi interessi), ma probabilmente è quello il punto di maggior valore nel panorama culturale attuale e futuro. coniugare tradizione e tecnologia, cultura e innovazione&lt;/blockquote&gt;

Gli ultimi tre interventi credo procedano in una direzione comune, mirata come dice Antonio ad un output.

Non siamo d&#039;accordo su: la selezione naturale. Un processo a nostro avviso troppo lento e dispersivo (quando la storia ci insegna che ad andare avanti sovente sono i più furbi e non i più meritevoli). A questo punto, prima di accomodarci o dividerci nei vari tavoli laboratoriali, soprattutto se c&#039;è una tempistica da rispettare, vorremmo che Visioni Urbane piazzasse un&#039;&quot;asticella&quot; in base a quanto scritto in precedenza.

Auspichiamo: approfondimenti da parte di Visioni Urbane sulla sempre sottolineata (vedi anche slide di Alberto) distinzione tra &quot;organizzatori&quot; e &quot;creativi&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto ci riguarda siamo d&#8217;accordo con:<br />
Art&#8217;s Factory: </p>
<blockquote><p>è oggi il momento di passarci ai raggi x, con interviste mirate, con ogni altra forma di analisi utile a determinare quali realtà possano garantire un uso produttivo dei fondi regionali.</p></blockquote>
<p>Mariangela: </p>
<blockquote><p>I soldi pubblici devono essere spesi bene. Devono essere investiti in progetti che abbiano uno sviluppo e una durata nel tempo, che non siano cattedrali nel deserto.<br />
La logica secondo me non deve essere: costruisco il mega teatro che ospiti una volta all’anno il mega concerto. Perché da un anno all’altro il teatro se lo mangiano le tarme.<br />
Meglio spazi da trasformare, da adeguare, da reinventare, da usare, insomma spazi che ci assomiglino, ma che abbiamo dentro un po’ della follia di questo progetto.</p></blockquote>
<p>Antonio: </p>
<blockquote><p>forse proverei a spingere di più sull’ict, sulle nuove tecnologie. E&#8217; un elemento che dal basso non è emerso molto (non sempre l’associazionismo culturale ha queste competenze e questi interessi), ma probabilmente è quello il punto di maggior valore nel panorama culturale attuale e futuro. coniugare tradizione e tecnologia, cultura e innovazione</p></blockquote>
<p>Gli ultimi tre interventi credo procedano in una direzione comune, mirata come dice Antonio ad un output.</p>
<p>Non siamo d&#8217;accordo su: la selezione naturale. Un processo a nostro avviso troppo lento e dispersivo (quando la storia ci insegna che ad andare avanti sovente sono i più furbi e non i più meritevoli). A questo punto, prima di accomodarci o dividerci nei vari tavoli laboratoriali, soprattutto se c&#8217;è una tempistica da rispettare, vorremmo che Visioni Urbane piazzasse un&#8217;&#8221;asticella&#8221; in base a quanto scritto in precedenza.</p>
<p>Auspichiamo: approfondimenti da parte di Visioni Urbane sulla sempre sottolineata (vedi anche slide di Alberto) distinzione tra &#8220;organizzatori&#8221; e &#8220;creativi&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-617</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 01:43:38 +0000</pubDate>
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		<description>ciao a tutti,
al mio sintetico apprezzamento di qualche giorno fa volevo aggiungere un paio di riflessioni.
mi pare che il quadro tracciato da alberto sia molto stimolante e credo che disegni bene un territorio ricco di iniziative.

non mi preoccuperei tanto dell&#039;esistenza o meno di un &quot;fil rouge&quot;: diversità e differenze non sempre vanno necessariamente composte. così come la leggo io, è importante che sulla tavolozza ci siano i colori necessari a fare un bel quadro. sono le nostre iniziative che devono poi integrarsi, completarsi e arricchirsi, ma non necessariamente adesso, in una fase in cui abbiamo messo in condivisione i nostri sogni nel cassetto (più o meno evoluti verso qualcosa di simile a un progetto). 
con una dotazione infrastrutturale e con la ricchezza delle idee (attuali e future), l&#039;integrazione penso che possa nascere dalla nostra capacità di pensare e realizzare prodotti culturali insieme, sulla base di specifiche produzioni (non necessariamente, quindi, a partire dai &quot;sogni nel cassetto&quot;, che magari attengono a una sfera identitaria più interna e meno &quot;negoziabile&quot;). - non so se mi rendo conto di quello che dico, a quest&#039;ora della notte non mi capisco neanche io... :(

una riflessione ancora: forse proverei a spingere di più sull&#039;ict, sulle nuove tecnologie (alberto ha provato a darci degli spunti, ma chissà se riusciamo a andare ancora più a fondo su questo tema). 
è un elemento che dal basso non è emerso molto (non sempre l&#039;associazionismo culturale ha queste competenze e questi interessi). ma probabilmente è quello il punto di maggior valore nel panorama culturale attuale e futuro. coniugare tradizione e tecnologia, cultura e innovazione: potrebbe essere questa la chiave del successo?

evvai con i laboratori!!! siano belli concreti concreti, mi raccomando. e pensiamo bene a un output!
ciao buonanotte a tutti e grazie ai visionari urbani!!! sogni d&#039;oro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao a tutti,<br />
al mio sintetico apprezzamento di qualche giorno fa volevo aggiungere un paio di riflessioni.<br />
mi pare che il quadro tracciato da alberto sia molto stimolante e credo che disegni bene un territorio ricco di iniziative.</p>
<p>non mi preoccuperei tanto dell&#8217;esistenza o meno di un &#8220;fil rouge&#8221;: diversità e differenze non sempre vanno necessariamente composte. così come la leggo io, è importante che sulla tavolozza ci siano i colori necessari a fare un bel quadro. sono le nostre iniziative che devono poi integrarsi, completarsi e arricchirsi, ma non necessariamente adesso, in una fase in cui abbiamo messo in condivisione i nostri sogni nel cassetto (più o meno evoluti verso qualcosa di simile a un progetto).<br />
con una dotazione infrastrutturale e con la ricchezza delle idee (attuali e future), l&#8217;integrazione penso che possa nascere dalla nostra capacità di pensare e realizzare prodotti culturali insieme, sulla base di specifiche produzioni (non necessariamente, quindi, a partire dai &#8220;sogni nel cassetto&#8221;, che magari attengono a una sfera identitaria più interna e meno &#8220;negoziabile&#8221;). &#8211; non so se mi rendo conto di quello che dico, a quest&#8217;ora della notte non mi capisco neanche io&#8230; <img src='http://www.visioniurbanebasilicata.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>una riflessione ancora: forse proverei a spingere di più sull&#8217;ict, sulle nuove tecnologie (alberto ha provato a darci degli spunti, ma chissà se riusciamo a andare ancora più a fondo su questo tema).<br />
è un elemento che dal basso non è emerso molto (non sempre l&#8217;associazionismo culturale ha queste competenze e questi interessi). ma probabilmente è quello il punto di maggior valore nel panorama culturale attuale e futuro. coniugare tradizione e tecnologia, cultura e innovazione: potrebbe essere questa la chiave del successo?</p>
<p>evvai con i laboratori!!! siano belli concreti concreti, mi raccomando. e pensiamo bene a un output!<br />
ciao buonanotte a tutti e grazie ai visionari urbani!!! sogni d&#8217;oro</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mariangela</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-616</link>
		<dc:creator>Mariangela</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 20:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>Il treno delle Fal trasporta in ritardo anche la mia riflessione.
Credo prima di tutto di dover sottolineare il merito e la capacità che hanno avuto i nostri &quot;osservatori speciali&quot;, quelli venuti da lontano e quelli vicini, che hanno saputo parlare la nostra lingua (o comprenderla sarebbe più corretto? ;)). Il progetto Visioni Urbane, questo blog, la possibilità di dire la nostra, di sognare, sono una grandissima possibilità di dialogo e scoperta, nonché di crescita. Quindi grazie.
Tornando al quadro d’insieme.
Ho letto e riletto lo schema di Alberto: in effetti le linee guida che lui traccia sono rispondenti alla realtà, a quello che noi stessi abbiamo indicato attraverso le nostre visioni.
Condivido pienamente la sua interpretazione dello spazio: “Quindi uno spazio, per come comincio a vederla io, fa due cose: (1) funziona da infrastruttura per ospitare e rendere visibili le attività che già fate, e (2) sollecita un po’ di ricerca e sviluppo in direzioni di interesse comune.”
E’ fondamentale che si parta da ciò che facciamo, da chi siamo, da dove lavoriamo, perché le nostre visioni siano realizzabili e sostenibili. Questi punti di partenza non sono zavorre, né limitazioni al sogno.
Sono il nostro valore aggiunto, ciò che consentirà ai nostri progetti di calarsi nella realtà e di realizzarsi.
Allo stesso tempo è indispensabile “lasciare un po’ di noi”, abbandonare vecchie convinzioni o pregiudizi e mettersi insieme con fiducia. 
Per sperimentare, per mettere insieme energie, per lo scambio di idee di cui parlava Katharina (ricordate il discorso della mela ;)?)
E’ chiaro che ciò che abbiamo espresso in maniera sintetica debba essere rivisto, rielaborato, analizzato e, soprattutto, sviluppato in un progetto complessivo; e che questo processo porterà ad una selezione naturale delle visioni. E’ più che giusto che sia così!
Un’ultima riflessione. I soldi pubblici devono essere spesi bene. Devono essere investiti in progetti che abbiano uno sviluppo e una durata nel tempo, che non siano cattedrali nel deserto. 
La logica secondo me non deve essere: costruisco il mega teatro che ospiti una volta all’anno il mega concerto. Perché da un anno all’altro il teatro se lo mangiano le tarme.
Meglio spazi da trasformare, da adeguare, da reinventare, da usare,  insomma spazi che ci assomiglino, ma che abbiamo dentro un po’ della follia di questo progetto.
Molto buona l&#039;idea dei laboratori di progettazione. Aspetto le date.
Grazie ancora e buona domenica a tutti.
Mariangela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il treno delle Fal trasporta in ritardo anche la mia riflessione.<br />
Credo prima di tutto di dover sottolineare il merito e la capacità che hanno avuto i nostri &#8220;osservatori speciali&#8221;, quelli venuti da lontano e quelli vicini, che hanno saputo parlare la nostra lingua (o comprenderla sarebbe più corretto? <img src='http://www.visioniurbanebasilicata.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ). Il progetto Visioni Urbane, questo blog, la possibilità di dire la nostra, di sognare, sono una grandissima possibilità di dialogo e scoperta, nonché di crescita. Quindi grazie.<br />
Tornando al quadro d’insieme.<br />
Ho letto e riletto lo schema di Alberto: in effetti le linee guida che lui traccia sono rispondenti alla realtà, a quello che noi stessi abbiamo indicato attraverso le nostre visioni.<br />
Condivido pienamente la sua interpretazione dello spazio: “Quindi uno spazio, per come comincio a vederla io, fa due cose: (1) funziona da infrastruttura per ospitare e rendere visibili le attività che già fate, e (2) sollecita un po’ di ricerca e sviluppo in direzioni di interesse comune.”<br />
E’ fondamentale che si parta da ciò che facciamo, da chi siamo, da dove lavoriamo, perché le nostre visioni siano realizzabili e sostenibili. Questi punti di partenza non sono zavorre, né limitazioni al sogno.<br />
Sono il nostro valore aggiunto, ciò che consentirà ai nostri progetti di calarsi nella realtà e di realizzarsi.<br />
Allo stesso tempo è indispensabile “lasciare un po’ di noi”, abbandonare vecchie convinzioni o pregiudizi e mettersi insieme con fiducia.<br />
Per sperimentare, per mettere insieme energie, per lo scambio di idee di cui parlava Katharina (ricordate il discorso della mela <img src='http://www.visioniurbanebasilicata.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ?)<br />
E’ chiaro che ciò che abbiamo espresso in maniera sintetica debba essere rivisto, rielaborato, analizzato e, soprattutto, sviluppato in un progetto complessivo; e che questo processo porterà ad una selezione naturale delle visioni. E’ più che giusto che sia così!<br />
Un’ultima riflessione. I soldi pubblici devono essere spesi bene. Devono essere investiti in progetti che abbiano uno sviluppo e una durata nel tempo, che non siano cattedrali nel deserto.<br />
La logica secondo me non deve essere: costruisco il mega teatro che ospiti una volta all’anno il mega concerto. Perché da un anno all’altro il teatro se lo mangiano le tarme.<br />
Meglio spazi da trasformare, da adeguare, da reinventare, da usare,  insomma spazi che ci assomiglino, ma che abbiamo dentro un po’ della follia di questo progetto.<br />
Molto buona l&#8217;idea dei laboratori di progettazione. Aspetto le date.<br />
Grazie ancora e buona domenica a tutti.<br />
Mariangela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Art Factory Basilicata</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-615</link>
		<dc:creator>Art Factory Basilicata</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 16:54:44 +0000</pubDate>
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		<description>Cari tutti, buongiorno, non avevamo dubbi che VU ci avrebbe aiutato a guardare alla nostra realtà con quel tanto di chiarezza in più che viene dal confronto, dall&#039;obbligo a ridiscutere e a valutare più attentamente il proprio progetto o sogno che sia, in effetti le nostre scelte di vita, perché di questo si tratta, e credo che ormai il team di VU l&#039;abbia ben compreso. Per quanto si sia avuto modo di riflettere, noi di Art Factory Basilicata rimaniamo convinti che i nostri progetti (sia quello depositato presso la Regione, Patto per i giovani, ormai da qualche anno, sia il sogno-progetto inviato recentemente - ma pensato almeno tre anni fa - in sommario) siano realizzabili, culturalmente, strumentalmente e finanziariamente sostenibili nel contesto culturale lucano ed oltre. Ci teniamo a chiarire che questo non è un sogno, è una convinzione, che aspetta, ovviamente, d&#039;essere messa alla prova. Questa convinzione ha il suo punto forte nel fatto che Art Factory è già un soggetto multiplo, risultato di un lavoro di confronto e di collaborazione pregresso tra 5 Associazioni, che ha in sé artisti ed organizzatori, che ha competenze relative a tutti i linguaggi artistici, che ha collegamenti nazionali e internazionali.

Riconosciamo a VU l&#039;impegno a scoprire e a definire i lineamenti dello scenario lucano, che forse inizialmente avevano dei dubbi esistesse; non si spiegherebbe diversamente la definizione da parte del gruppo VU di una sorta di skyline in cui ci sembra di riconoscere abbastanza del profilo della realtà lucana in generale e della nostra, in particolare, nella tendenza a &quot;reinventare il  futuro&quot;. In effetti, noi Potentini, ma questo atteggiamento riguarda molta parte della Basilicata, sappiamo che per dare valore al nostro passato, non possiamo fare altro che costruire un futuro da consegnare alle prossime generazioni. 


Noi abbiamo creduto fin dall&#039;inizio alla serietà del vostro/nostro lavoro, non vi avremmo partecipato con tanta puntualità; se abbiamo avuto delle perplessità queste hanno riguardato la sensazione di una certa difficoltà a trovare (ma può essere stato un nostro problema) il nesso tra l&#039;impegno che ci veniva richiesto da VU e l&#039;obiettivo che avevamo chiarissimo fin dall&#039;inizio, quello, appunto, di &quot;concorrere&quot; alla possibilità di gestire grandi spazi per la creatività in Basilicata.


Crediamo che si siano configurate delle affinità che potrebbero saldarsi nel concreto della realizzazione dei progetti e della gestione degli spazi, senza forzature, tuttavia; non escluderemmo l&#039;opportunità di far incontrare per questo i gruppi che hanno finora manifestato idee-progetto o sogni comuni. Queste occasioni di confronto potrebbero verificarsi anche oltre VU, non per escludere, ma per capire quanto sia cambiato (senza la presenza di tutors) nelle nostre relazioni, se siano cresciute le volontà di scambio, nonché di sintesi, o si siano definitivamente logorate nel concreto del confronto e della competizione.


Pienamente d&#039;accordo con Giancarlo, quando chiede di alzare l&#039;asticella, pienamente d&#039;accordo che, al di là di tutti i laboratori possibili, che certamente ci serviranno per affinare le nostre competenze e costruircene di altre, occorra ora trovare delle occasioni di analisi più diretta dei nostri progetti, come chiedeva Silvio Giordano del resto, è oggi il momento di passarci ai raggi x, con interviste mirate, con ogni altra forma di analisi utile a determinare quali realtà possano garantire un uso produttivo dei fondi regionali. 


Questo il nostro contributo, risultato di un confronto tra noi di Art Factory che ha determinato anche una pausa nella partecipazione al blog. 


Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, come a collaborare con gli altri; continueremo a partercipare a VU con convinzione, ma chiediamo che VU diventi concretamente un ponte verso la realizzazione di un &quot;presente&quot; della creatività lucana, ma oggi, perché, 
e citiamo Lorenza Colicigno del primo incontro, i nostri giovani sono oggi giovani e motivati, e meritano che al più presto possano confermare qui, in Basilicata, le ragioni di un impegno per l&#039;arte, che col tempo potrebbe finire per logorare e logorarsi. 

E&#039; un rischio che non possiamo correre, e a questo punto speriamo davvero che VU, avendo ora conosciuto meglio questo scenario lucano, possa svolgere il ruolo di &quot;aiutante&quot; in questa che è una &quot;storia&quot; vera.

Art Factory Basilicata
Opera Prima
Orfeo Hotel contemporary art project
Cartoons
La Luna al Guinzaglio
Feedback</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari tutti, buongiorno, non avevamo dubbi che VU ci avrebbe aiutato a guardare alla nostra realtà con quel tanto di chiarezza in più che viene dal confronto, dall&#8217;obbligo a ridiscutere e a valutare più attentamente il proprio progetto o sogno che sia, in effetti le nostre scelte di vita, perché di questo si tratta, e credo che ormai il team di VU l&#8217;abbia ben compreso. Per quanto si sia avuto modo di riflettere, noi di Art Factory Basilicata rimaniamo convinti che i nostri progetti (sia quello depositato presso la Regione, Patto per i giovani, ormai da qualche anno, sia il sogno-progetto inviato recentemente &#8211; ma pensato almeno tre anni fa &#8211; in sommario) siano realizzabili, culturalmente, strumentalmente e finanziariamente sostenibili nel contesto culturale lucano ed oltre. Ci teniamo a chiarire che questo non è un sogno, è una convinzione, che aspetta, ovviamente, d&#8217;essere messa alla prova. Questa convinzione ha il suo punto forte nel fatto che Art Factory è già un soggetto multiplo, risultato di un lavoro di confronto e di collaborazione pregresso tra 5 Associazioni, che ha in sé artisti ed organizzatori, che ha competenze relative a tutti i linguaggi artistici, che ha collegamenti nazionali e internazionali.</p>
<p>Riconosciamo a VU l&#8217;impegno a scoprire e a definire i lineamenti dello scenario lucano, che forse inizialmente avevano dei dubbi esistesse; non si spiegherebbe diversamente la definizione da parte del gruppo VU di una sorta di skyline in cui ci sembra di riconoscere abbastanza del profilo della realtà lucana in generale e della nostra, in particolare, nella tendenza a &#8220;reinventare il  futuro&#8221;. In effetti, noi Potentini, ma questo atteggiamento riguarda molta parte della Basilicata, sappiamo che per dare valore al nostro passato, non possiamo fare altro che costruire un futuro da consegnare alle prossime generazioni. </p>
<p>Noi abbiamo creduto fin dall&#8217;inizio alla serietà del vostro/nostro lavoro, non vi avremmo partecipato con tanta puntualità; se abbiamo avuto delle perplessità queste hanno riguardato la sensazione di una certa difficoltà a trovare (ma può essere stato un nostro problema) il nesso tra l&#8217;impegno che ci veniva richiesto da VU e l&#8217;obiettivo che avevamo chiarissimo fin dall&#8217;inizio, quello, appunto, di &#8220;concorrere&#8221; alla possibilità di gestire grandi spazi per la creatività in Basilicata.</p>
<p>Crediamo che si siano configurate delle affinità che potrebbero saldarsi nel concreto della realizzazione dei progetti e della gestione degli spazi, senza forzature, tuttavia; non escluderemmo l&#8217;opportunità di far incontrare per questo i gruppi che hanno finora manifestato idee-progetto o sogni comuni. Queste occasioni di confronto potrebbero verificarsi anche oltre VU, non per escludere, ma per capire quanto sia cambiato (senza la presenza di tutors) nelle nostre relazioni, se siano cresciute le volontà di scambio, nonché di sintesi, o si siano definitivamente logorate nel concreto del confronto e della competizione.</p>
<p>Pienamente d&#8217;accordo con Giancarlo, quando chiede di alzare l&#8217;asticella, pienamente d&#8217;accordo che, al di là di tutti i laboratori possibili, che certamente ci serviranno per affinare le nostre competenze e costruircene di altre, occorra ora trovare delle occasioni di analisi più diretta dei nostri progetti, come chiedeva Silvio Giordano del resto, è oggi il momento di passarci ai raggi x, con interviste mirate, con ogni altra forma di analisi utile a determinare quali realtà possano garantire un uso produttivo dei fondi regionali. </p>
<p>Questo il nostro contributo, risultato di un confronto tra noi di Art Factory che ha determinato anche una pausa nella partecipazione al blog. </p>
<p>Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, come a collaborare con gli altri; continueremo a partercipare a VU con convinzione, ma chiediamo che VU diventi concretamente un ponte verso la realizzazione di un &#8220;presente&#8221; della creatività lucana, ma oggi, perché,<br />
e citiamo Lorenza Colicigno del primo incontro, i nostri giovani sono oggi giovani e motivati, e meritano che al più presto possano confermare qui, in Basilicata, le ragioni di un impegno per l&#8217;arte, che col tempo potrebbe finire per logorare e logorarsi. </p>
<p>E&#8217; un rischio che non possiamo correre, e a questo punto speriamo davvero che VU, avendo ora conosciuto meglio questo scenario lucano, possa svolgere il ruolo di &#8220;aiutante&#8221; in questa che è una &#8220;storia&#8221; vera.</p>
<p>Art Factory Basilicata<br />
Opera Prima<br />
Orfeo Hotel contemporary art project<br />
Cartoons<br />
La Luna al Guinzaglio<br />
Feedback</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giancarlo Riviezzi</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-614</link>
		<dc:creator>Giancarlo Riviezzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 15:03:46 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate, e mi rivolgo al team di Visioni Urbane per una risposta: ma esistono dei tempi da rispettare per presentare una progettazione condivisa oppure non c&#039;è una scadenza, quindi si potrà aspettare una selezione naturale? 
No, perché quest&#039;elogio della lentezza mi potrebbe stare anche bene, l&#039;importante è saperlo. 

Fuggiamo dalle generalizzazioni e dai luoghi comuni: le cose possono essere talvolta fatte anche &quot;velocemente&quot; (sono otto mesi che ci &quot;lavoriamo&quot;) e bene, se c&#039;è la volontà, la preparazione, le idee e il sudore. Anzi, non di rado la prontezza risulta un fattore determinante per un eventuale vantaggio competitivo, fermo restando che l&#039;orizzonte temporale per riscontrare dei benefici nel nostro caso è almeno di medio periodo. 
Ma queste sono considerazioni personali, che lasciano il tempo che trovano se non c&#039;è un limite cronologico al progetto e alla presentazione di proposte. Mi era parso di capire, correggetemi se sbaglio, che la linea di arrivo non era nemmeno così distante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, e mi rivolgo al team di Visioni Urbane per una risposta: ma esistono dei tempi da rispettare per presentare una progettazione condivisa oppure non c&#8217;è una scadenza, quindi si potrà aspettare una selezione naturale?<br />
No, perché quest&#8217;elogio della lentezza mi potrebbe stare anche bene, l&#8217;importante è saperlo. </p>
<p>Fuggiamo dalle generalizzazioni e dai luoghi comuni: le cose possono essere talvolta fatte anche &#8220;velocemente&#8221; (sono otto mesi che ci &#8220;lavoriamo&#8221;) e bene, se c&#8217;è la volontà, la preparazione, le idee e il sudore. Anzi, non di rado la prontezza risulta un fattore determinante per un eventuale vantaggio competitivo, fermo restando che l&#8217;orizzonte temporale per riscontrare dei benefici nel nostro caso è almeno di medio periodo.<br />
Ma queste sono considerazioni personali, che lasciano il tempo che trovano se non c&#8217;è un limite cronologico al progetto e alla presentazione di proposte. Mi era parso di capire, correggetemi se sbaglio, che la linea di arrivo non era nemmeno così distante.</p>
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	<item>
		<title>Di: Mariateresa</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-613</link>
		<dc:creator>Mariateresa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 14:05:28 +0000</pubDate>
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		<description>Io apprezzo moltissimo gli sforzi fatti da tutti noi considerando che il progetto, nel suo insieme, è una sperimentazione, quindi non può essere realizzato tenendo conto di esempi e/o buone pratiche da seguire. E non si può dimenticare la presenza di barriere che dividono il mondo dell&#039;associazionismo culturale locale, barriere che ad oggi, grazie a visioni urbane, sono in parte abbattute. L&#039;analisi e la sintesi effettuate, dopo mesi di riflessioni e incontri, per lo meno tracciano un possibile percorso sulla via dello sviluppo dell&#039;offerta culturale possibile e condivisa. Il processo di selezione, come la storia vuole e insegna, probabilmente sarà naturale e si alimenterà di progetti di qualità, possibilmente forti, che attingono linfa magari l&#039;uno dall&#039;altro. E&#039; un processo dal quale possiamo imparare molto, cercando punti di convergenza e valorizzando quelli di divergenza presenti tra noi. L&#039;idea di progettare per mettere a punto dei prodotti culturali potrebbe essere l&#039;occasione vera per fare anche un grande salto di qualità e per costituire un vero gruppo di lavoro basato su competenze distintive, con idee e sogni realizzabili e sostenibili. Saremo più lenti, ma arriveremo sani e andremo lontano. Si spera. Quindi rimbocchiamoci le maniche e partiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io apprezzo moltissimo gli sforzi fatti da tutti noi considerando che il progetto, nel suo insieme, è una sperimentazione, quindi non può essere realizzato tenendo conto di esempi e/o buone pratiche da seguire. E non si può dimenticare la presenza di barriere che dividono il mondo dell&#8217;associazionismo culturale locale, barriere che ad oggi, grazie a visioni urbane, sono in parte abbattute. L&#8217;analisi e la sintesi effettuate, dopo mesi di riflessioni e incontri, per lo meno tracciano un possibile percorso sulla via dello sviluppo dell&#8217;offerta culturale possibile e condivisa. Il processo di selezione, come la storia vuole e insegna, probabilmente sarà naturale e si alimenterà di progetti di qualità, possibilmente forti, che attingono linfa magari l&#8217;uno dall&#8217;altro. E&#8217; un processo dal quale possiamo imparare molto, cercando punti di convergenza e valorizzando quelli di divergenza presenti tra noi. L&#8217;idea di progettare per mettere a punto dei prodotti culturali potrebbe essere l&#8217;occasione vera per fare anche un grande salto di qualità e per costituire un vero gruppo di lavoro basato su competenze distintive, con idee e sogni realizzabili e sostenibili. Saremo più lenti, ma arriveremo sani e andremo lontano. Si spera. Quindi rimbocchiamoci le maniche e partiamo.</p>
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		<title>Di: marcello</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-611</link>
		<dc:creator>marcello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:01:17 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo su qualche punto dell&#039;analisi di Giancarlo tipo sulla necessità di fare un&#039;altro passo in avanti nella messa in rete e condivisione dei nostri progetti.
Nello stesso tempo mi rivedo in una citazione che ultimamente molti usano e pochi praticano:
se corri da solo vai più veloce 
se corri con gli altri vai più lontano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo su qualche punto dell&#8217;analisi di Giancarlo tipo sulla necessità di fare un&#8217;altro passo in avanti nella messa in rete e condivisione dei nostri progetti.<br />
Nello stesso tempo mi rivedo in una citazione che ultimamente molti usano e pochi praticano:<br />
se corri da solo vai più veloce<br />
se corri con gli altri vai più lontano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giancarlo Riviezzi</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-610</link>
		<dc:creator>Giancarlo Riviezzi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 10:23:20 +0000</pubDate>
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		<description>In estrema sintesi direi di sì. Piazzare l&#039;asticella ad un livello più alto in modo da non trascinare, nella fase gestionale e di progettazione:
1. soggetti che non hanno motivazione e voglia di correre; 
2. soggetti che non ci mettono l&#039;impegno sufficiente; 
3. soggetti che non ci &quot;credono&quot; abbastanza; 
4. soggetti che non hanno le capacità, o meglio che non sono portati per questo tipo di attività; 
5. soggetti le cui idee non rientrano in Visioni Urbane.

Come? Nell&#039;unico modo possibile: confrontandosi sulle idee e sui progetti, entrando nel dettaglio, mettendoli e mettendovi sotto sforzo, lavorando. 

Resta inteso:
- che poi potremmo essere noi quelli a non riuscire a saltare, e andrebbe bene lo stesso. L&#039;importante è capirlo, saperlo. Visioni Urbane non è l&#039;unico dei mondi possibili. 
- si parla della fase di progettazione e gestione degli spazi creativi, di cui dovranno poter usufruire tutti gli esclusi al primo giro e anche quelli che non hanno nemmeno partecipato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In estrema sintesi direi di sì. Piazzare l&#8217;asticella ad un livello più alto in modo da non trascinare, nella fase gestionale e di progettazione:<br />
1. soggetti che non hanno motivazione e voglia di correre;<br />
2. soggetti che non ci mettono l&#8217;impegno sufficiente;<br />
3. soggetti che non ci &#8220;credono&#8221; abbastanza;<br />
4. soggetti che non hanno le capacità, o meglio che non sono portati per questo tipo di attività;<br />
5. soggetti le cui idee non rientrano in Visioni Urbane.</p>
<p>Come? Nell&#8217;unico modo possibile: confrontandosi sulle idee e sui progetti, entrando nel dettaglio, mettendoli e mettendovi sotto sforzo, lavorando. </p>
<p>Resta inteso:<br />
- che poi potremmo essere noi quelli a non riuscire a saltare, e andrebbe bene lo stesso. L&#8217;importante è capirlo, saperlo. Visioni Urbane non è l&#8217;unico dei mondi possibili.<br />
- si parla della fase di progettazione e gestione degli spazi creativi, di cui dovranno poter usufruire tutti gli esclusi al primo giro e anche quelli che non hanno nemmeno partecipato.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2008/03/11/spazi-per-la-creativita-un-quadro-di-insieme/comment-page-1/#comment-609</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 07:32:17 +0000</pubDate>
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		<description>Hmmm... @Giancarlo e Marcello, vediamo se ho capito. Ci state dicendo: tutto molto bello, ma mettete un filtro in ingresso che ci eviti di trovarci in alleanze di soggetti creativi che non hanno una vera motivazione a condividere percorsi (&quot;l&#039;asticella&quot; di Giancarlo). Ho capito bene?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hmmm&#8230; @Giancarlo e Marcello, vediamo se ho capito. Ci state dicendo: tutto molto bello, ma mettete un filtro in ingresso che ci eviti di trovarci in alleanze di soggetti creativi che non hanno una vera motivazione a condividere percorsi (&#8220;l&#8217;asticella&#8221; di Giancarlo). Ho capito bene?</p>
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