Un creativo lucano
Tuesday, 18 March , 2008 – 22:02
“Aveva gli occhi azzurri, voleva vedere l’inferno e l’ha visto, infine”
Mentre girovagavo in rete in cerca di uno spunto per il post che volevo scrivere, mi è saltato agli occhi questo significativo anniversario.
Circa 6 anni fa, il 13 Marzo del 2002, a Ramallah, viene inquadrato e ucciso da una raffica sparata da un carro armato, mentre svolgeva per conto del Corriere della Sera il suo mandato di inviato di guerra free-lance, Ascanio Raffaele Ciriello. Ho messo il link al suo blog, ma per motivi che non sono in grado di precisare pare non sia più on line.
Forse qualcuno l’ha dimenticato, ma era lucano.
Un creativo lucano.
Nato a Venosa il 2 agosto 1959, aveva passato gran parte della sua infanzia ed adolescenza, nel periodo estivo, nella piazza che il Comune di Ginestra gli ha intitolato nell’agosto 2002. Chirurgo plastico di professione, fotoreporter per passione, le sue prime esperienze fotografiche le ha realizzate proprio a Ginestra, immortalando processioni religiose, volti di bambini, sguardi di anziani. In più di 10 anni ha girato il mondo a testimoniare le brutture e le sofferenze umane della guerra, è stato in Somalia, Afghanistan, Bosnia, Ruanda, Iran, Cecenia, Pakistan, Libano, Sierra Leone, Eritrea e Palestina.
Un idealista che voleva la pace, un sognatore che amava la gente e specialmente i poveri, i vecchietti, gli storpi, i bambini mutilati da mine, i diseredati.
Mi è piaciuto ricordarlo qui.
Il copyright delle foto, ovviamente, è il suo.

4 Responses to “Un creativo lucano”
Dal 2005 Allelammie ha intitolato a Raffaele Ciriello una speciale sezione del Lucania Film Festival, chiamata “Cinegiornalismo di Guerra”, che “getta” lo sguardo sul “mestiere” di giornalista e, più in generale, di reporter. Un focus su chi con coraggio racconta ciò che avviene nei teatri di guerra, specie quelli dimenticati dai mass media.
La prima edizione, che si celebrò a Matera (Le Monacelle), ebbe il merito di riaprire il caso Ciriello, nel luglio 2005, alla presenza di tanti suoi colleghi (impegnati in varie parti del mondo: Iraq,Libano, Colombia, Palestina, Siria, ecc), rappresentanti politici ed istituzionali, amici, familiari (erano presenti tra gli altri, il papà e la moglie di Raffaele).
Chi volesse saperne di più (volendo accedere anche a documenti importantissimi sull’inchiesta della Procura di Roma) può contattarci in privato.
La seconda edizione della sezione LFF/Raffaele Ciriello, che si è svolta tra Potenza e Pisticci nel gennaio del 2007, è stata dedicata al caso di di Anna Politkovskaja, giornalista moscovita uccisa in circostanze misteriose perchè, come Raffaele, stava raccontando una verità scomoda, ovvero il massacro dei ceceni ad opera della Russia di Putin. Furono ospiti il suo collega Arkadiy Babchenko, della Novaya Gazeta di Mosca, e Giorgio Fornoni, giornalista di Report che ha realizzato un documentario shock sull’entrata dei Russi a Grozny (ciò che restava della capitale cecena).
http://www.lucaniafilmfestival.it/cinegiornalismo.php
Per questioni tecniche, la terza edizione della sezione Ciriello quasi sicuramente si terrà durante la nona edzione del LFF in programma a Pisticci dal 10 al 13 agosto 2008.
Intanto, vi anticipo che stiamo lavorando alla candidatura di un progetto comunitario che, in partenariato con altri Festival di Cinema della zona balcanica, prevede la formazione di giovani reporter/registi i quali, dopo un periodo di formazione presso la sede organizzativa del LFF/Cinegiornalismo, dovranno organizzare all’interno dei Festival dei rispettivi Paesi una sezione di Cinegiornalismo dedicata a Raffaele Ciriello.
Viva Raffaele, creativo lucano ma soprattutto gigante di umanità.
By Max on Mar 19, 2008
su Raffaele Ciriello e le memorie sommerse di uomini che hanno perso la vita per svolgere il proprio lavoro di testimonianza in scenari di guerra vi segnalo il libro di Amedeo Ricucci “La guerra in diretta”, Pendragon 2004.
Giovanna
By funnyg on Mar 21, 2008
Grazie per il bellissimo e interessantissimo post!!
By biagiod on Mar 28, 2008
Grazie per averci richiamato a quel dovere della memoria che è uno dei più alti e spesso trascurati valori della civiltà contemporanea. Una scena lucana si costruisce e si consolida evidentemente anche nella volontà di ricercare le proprie radici e riconoscerne il valore. Viva Raffaele, senza timore di retorica. Lorenza
By Lorenza Colicigno on Mar 30, 2008