Visioni Urbane visto dall’Europa

Sono a Stoccolma. Partecipo a una conferenza che si chiama eChallenges, dove sono stato invitato a parlare dall’amico Jesse Marsh, che è americano ma lavora in Italia, a Palermo. Jesse si interessa di uno strumento chiamato Living Lab, nato nell’ambito delle politiche europee per la tecnologia. Questo strumento è abbastanza affascinante, perché ha un approccio molto collaborativo, una roba in cui imprese, utenti, e altri attori sociali intergiscono per inventare cose nuove e metterle alla prova. Cosa c’entriamo noi con questa roba? Beh, Jesse è convinto che Visioni Urbane abbia alcune caratteristiche dei Living Lab; inoltre, sostiene che i LL possano funzionare bene proprio al livello della regione, producendo innovazione sociale invece che (solo)  tecnologica e coinvolgendo attori istituzionali oltre a quelli privati: va in questo senso il “suo” progetto attuale, che si chiama Territorial Living Lab. Mi ha quindi invitato per raccontare l’esperienza della prima fase, quella a cui ho partecipato anch’io che si è conclusa a maggio.

Ho presentato il mio saggio stamattina. Ne è risultata una discussione in cui mi pare che il consenso generale sia che effettivamente il processo di VU abbia lo spirito peer-to-peer dei Living Labs. Quello più convinto sembrava proprio Bror Salmelin, finlandese, il funzionario della Commissione Europea che è considerato un po’ il padre dei Living Labs: “You are right on the core”, mi ha detto più volte.

Bene, e ora? Nel documento che ha chiuso la prima fase di VU abbiamo disegnato un sistema di governo della seconda fase piuttosto articolato: il comitato dei saggi, la community creativa, il comitato dei gestori… io la butto lì: e se candidassimo VU a diventare un Living Lab a tema sulla creatività? Come minimo guadagneremmo nuovi interlocutori, dalla Commissione Europea a pezzi importanti dell’industria hi-tech (Nokia, IBM,Philips, Intel…) a gente interessante che tenta di fare cose in modo collaborativo come Jesse stesso. Come massimo potrebbe portare a un progetto di innovazione finalizzata alle industrie creative in Basilicata, qualcosa che fornisca qualche strumento per fare arrivare a nuovi mercati prodotti culturali come quelli lucani. Mi riservo di parlarne a Rossella, Ida e i colleghi della Regione, prima o poi. Queste qui sotto sono le slides. Il saggio (in inglese) è qui.

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Rassegna Urbanistica Nazionale a MT: VU c’era!
And the winner is ….
E' on line la graduatoria definitiva relativa al bando per la progettazione di un logo per Visioni Urbane.

E' risultato vincitore, con 85 punti, Mauro Bubbico Al secondo posto Massimo Todini con 80 punti, al terzo Samanta Martini con 73 punti.

Scaricate la graduatoria finale e gli altri punteggi.

VU 2.0?
Stiamo riorganizzando il materiale del blog per renderlo più fruibile, sia per gli "addetti ai lavori", sia - e soprattutto - per i nuovi visitatori. Nella stessa direzione vanno alcuni cambiamenti grafici. Ora abbiamo il logo, possiamo mettere mano al tema del blog, sperando di fare cosa gradita a tutti.
Sono online i video dei centri
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Ecco, inoltre, i video di ciascun centro: Marconia di Pisticci, Matera,Rionero in Vulture, S. Paolo Albanese,Tito.

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