Il laboratorio in presa diretta
Visto il successo dei precedenti esperimenti, anche stavolta proviamo a raccontare in presa diretta la giornata di attività laboratoriali.
ore 10:30 – Si comincia “in perfetto ritardo” ma piuttosto carichi, anche grazie ad esperimenti alchemici di connessioni fra pc e reti Internet che sembrano riuscite, speriamo bene. Rossella Tarantino presenta il programma della giornata e chiede alle due ospiti core, Fazette Bordage di TEH e Gabriella Canova de la Libera University di Alcatraz, di fare una brevissima presentazione di sè e delle proprie attività.
ore 10:45 - Mario Caputo illustra una traccia, un programma di lavoro dei laboratori di progettazione: le ipotesi di intervento, la sostenibilità economica e finanziaria, la sostenibilità amministrativo-gestionale e le risorse finanziarie attivabili (fund raising).
ore 11:16 – la parola passa ai gruppi di lavoro, che sono invitati a presentare, come da programma, la loro idea di “pubblico di riferimento”.
Inizia il gruppo di lavoro di Rionero in Vulture. Gommalacca Teatro, in rappresentanza del gruppo di lavoro, presenta la situazione dell’ex Macello Comunale. I pubblici sono soprattutto da ricercare nell’area del disagio fisico e psichico, dell’handicap, della disabilità, in coerenza con la vocazione, la mission del centro. Altro pubblico possibile è quello dei bambini dai 6 ai 13 anni, quello degli anziani over 65, quello degli immigrati e in genere persone con problemi di integrazione sociale. Per ciascun pubblico sono state pensate attività dedicate, da molto semplici a molto complesse (laboratori teatrali, etc.). Ci sono poi pubblici “minori” per attività integrative (formazione, creazione di reti di relazioni interne ed esterne, etc.). Una breve sezione è dedicata ai pubblici “sognati”: adolescenti, adulti over 21, organizzazioni che si occupano di attività culturali, artisti nazionali ed internazionali, pubblico oltre i confini regionali.
Il secondo gruppo di lavoro è quello di Tito: Nico Ferri di Multietnica presenta un video, nel quale i pubblici di riferimento sono stati identificati attraverso interviste realizzate all’interno del centro (nel quale i lavori di ristrutturazione sono iniziati). I pubblici sembrano essere multisegmentati, sono tanti e diversificati: persone anziane, universitari, “smanettoni” (a Tito potrebbe esserci un centro informatico, etc.): la bella idea è quella di presentare questa varietà facendo interpretare sempre alla stesso attore tutte le parti. Una provocazione? come a dire: alla fine il “pubblico”, per noi, ha sempre la stessa faccia? Siamo invitati a riflettere.
Il terzo gruppo di lavoro che presenta è quello di Pisticci: Max Selvaggi dell’Associazione Allelammie ci parla dei possibili pubblici dell’ex Area Verde: i creativi, i cittadini dell’area, le scuole e università, le imprese, segmentati poi anche geograficamente, per fasce di età, per livelli socioculturali e per interessi.
Tocca poi al gruppo di lavoro di Matera: Antonio Nicoletti di Onyx Jazz Club presenta i pubblici di riferimento della Casa Cava, che punta al difficile equilibrio fra Specializzazione e Differenziazione dei pubblici di riferimento. Segue poi una puntuale segmentazione dei target attuali e a quelli futuri di Casa Cava.
Infine, il centro della Val Sarmento: nonostante qualche problema di comunicazione fra le associazioni che costituiscono il gruppo di lavoro, viene presentato un video, nel quale si immaginano i pubblici di domani, come se il Centro fosse già partito da un anno, o più. Un esercizio di immaginazione molto ben reso. Ciliegina (tecnologica) sulla torta, un videocollegamento con Milano, con Massimo e Antonella dell’Associazione LIS che fa parte del gruppo di lavoro, e che integrano quanto è stato mostrato da Mariapaola di Agoraut.
ore 13:15 – tocca a Mario Caputo tirare le file di quanto è stato presentato: tutti lavori che denotano impegno, anche se sembrano mancare i numeri, cioè capire su “quanto” pubblico si può fare affidamento, oltre che su “quale” pubblico. Parte poi la discussione: intervengono Emanuele di Faber e Rossella Tarantino del gruppo Regione Basilicata.
ore 13:40 – pausa pranzo. Il clima di Matera ci fa la grazia di una pausa pranzo in terrazza al sole, dove le idee lievitano come il pane e si scaldano come gatti.
ore 14:30 – prende la parola Gabriella Canova de la Libera Università di Alcatraz, che racconta in particolare delle iniziative che sono state prese, anche anni fa, per “entrare in contatto con il territorio”, come si usa dire, con brutta ma efficace espressione. Gruppi di acquisto, installazioni di impianti fotovoltaici “di massa”, progetti ambientali ed ecologicamente sostenibili: tutte iniziative fatte per entrare in contatto con la popolazione di un luogo, non importa quanto piccolo. Parola d’ordine: non ci sono scuse, tutto si può fare se si vuole farlo, e se è possibile farlo. La vulcanica Canova scatena il dibattito in sala, fioccano richieste di approfondimenti, di spiegazioni, di dettagli.
La parola passa a M.me Fazette Bordage, che racconta di altri centri per la creatività aperti da lei o di cui lei è a conoscenza. Tutti centri interdisciplinari, situati in tutta Europa. Sono spazi che erano vuoti, e sono stati recuperati come luoghi di lavoro. La loro apertura ha fatto sì che diventassero luoghi di lavoro, grazie ai quali la creatività locale è esplosa: le idee venivano dalla gente del quartiere, che aveva semplicemente delle idee e le realizzava, grazie agli spazi messi loro a disposizione. Racconta anche dell’importanza della visionarietà, dell’immaginario, di porsi obiettivi “folli” o comunque che sembrano sogni, per poi scoprire che si riesce a realizzarli, anche se ci vuole tempo e fatica. Altro concetto importante: basarsi sulla creatività del territorio per poter realizzare i lavori e le attività con costi non monetari, per esempio scambiando con gli artisti la disponibilità di spazi con idee per arredare il bar o il ristorante o altri spazi. Le cifre e le pianificazioni non devono essere un vincolo.
Occorre sostituire al PIL (Prodotto Interno Lordo) il PID (Prodotto Interno Dolce), ovvero un indicatore che dà conto di quanto accade nella società, e che non è quantificabile. Fazette danza, con la voce e con il corpo, trascinandoci in un mondo di grandi centri per la creatività, messi su solo con la ferma volontà di farlo, e stando bene attenti all’aria che tirava, alla società, alla gente intorno. Una iniezione di energia e ottimismo difficile da dimenticare.
Il dibattito che segue prende in considerazione temi vari: il passaggio dal monodisciplinare al multidisciplinare senza farlo diventare un aggregato di attività giustapposte senza vera integrazione, come in un centro sociale; l’importanza del sostegno economico pubblico (tema caldissimo, questo); la possibilità di avere posti come questo in Italia.
ore 17:00 – la giornata si chiude con un tocco di innovatività: un collegamento in Second Life (che fatica, però, per avere a disposizione il minimo di tecnologia necessaria) con NeoKublai, in virtù dell’ormai quasi formalizzato protocollo di intesa fra la Regione Basilicata e il progetto Kublai del Ministero del’Economia – DPS. Gli avatar di SL ci portano a conoscere un luogo che esiste davvero, nella realtà, ovvero il Caffè Galante, progetto culturale che sta prendendo vita a Patti, in Sicilia, interamente riportato nel virtuale: riprodotto l’ambiente, il clima, l’atmosfera, con rara maestria e tanta creatività. L’obiettivo è far toccare con mano ai presenti la possibilità di ricreare in SL anche uno o più dei centri creativi lucani in ristrutturazione fisica: tali e quali, oppure idealizzati, è tutto da decidere.
Second Life è ancora un mistero, per molti, e infatti sono molte le domande basic che vengono fatte sull’utilizzo del mezzo.
Io sono affascinata, oltre che da SL in sè, anche dalla idea che si sta consolidando una nuova figura professionale, ovvero l’ingegnere / architetto virtuale: meno vincoli paesaggistici e strutturali (in Second Life niente può crollare), ma molta più necessità di saper leggere gli obiettivi e la filosofia di fondo che sottende alla richiesta del committente, per realizzare un luogo che soddisfi le sue aspettative.
Alle 18:00 circa riprendiamo tutti la via di casa.







