Un contest per i nomi dei Centri
Nel lavorare a documenti vari relativi a Visioni Urbane, ci è capitato di mettere in fila su un foglio i nomi dei Centri, i nomi “burocratici” con i quali sono stati conosciuti finora, e di affiancare a questi nomi i concept relativi ai Centri a cui facevano riferimento.
Tranne che per CasaCava, l’effetto è stato – ed è curioso che non ci avesse mai colpito prima – di una imbarazzante tristezza: come ha fatto notare un membro del gruppo di lavoro, i nomi dei Centri sono tutti bruttissimi, e sembrano tutti nomi da day after, da edifici dismessi dopo un cataclisma o un terremoto (come in effetti alcuni di loro sono).
Vi riproponiamo l’elenco, non fa anche a voi lo stesso effetto?
Casa Cava – Matera (La cava tecnologica)
Centro Polifunzionale – Tito (Reinventare il futuro)
Ex Macello – Rionero (L’arte inclusiva)
Centro Polifunzionale della Val Sarmento – San Paolo Albanese (Radici)
Area verde attrezzata – Marconia di Pisticci (La Basilicata nel mondo, il mondo in Basilicata)
Ci è venuta così l’idea di lanciare un contest per dare nuovi nomi ai Centri. Un contest informale, in cui le proposte possono essere fatte pervenire direttamente nei commenti a questo post, e nei commenti essere discusse.
Esiste un unico vincolo, per quello che ci riguarda: il Centro di Tito (PZ) deve essere intitolato a Cecilia Salvia. Perchè lei era di Tito, perchè le vogliamo bene, perchè credeva come pochissimi altri funzionari pubblici alla creatività come motore per lo sviluppo, perchè ha visto nascere VU e ne ha seguto le sorti finchè ha potuto. Perchè ci sembra un gesto minimo, ma concreto e tangibile, della stima e dell’affetto che le portiamo. E quindi, solo nel caso di Tito lo sforzo creativo va fatto in quella direzione. Negli altri casi, sarebbe bello se il nuovo nome tenesse conto del concept, ma è solo un’indicazione.
Come ha detto il neo-sposo Alberto (al quale vanno ancora una volta i nostri più sinceri auguri) “inaugurare un nuovo spazio
super figo che si chiama con quei nomi lì è perdente in partenza”.
Quindi, datevi da fare!!
Aspettiamo proposte, e discussioni.









Comincio io: per Tito propongo “Casa Cecilia”. fa pendant con CasaCava, e il nome di battesimo è affettuoso, e meno freddo del nome unito al cognome. Chi mi vota?
Un membro del gruppo di lavoro a caso
volevo lasciare il dubbio
Auguroni ad Alberto.
Da due anni anche pubblicamente chiamiamo T.I.L.T. il futuro centro per la creatività di Marconia
Per noi è già diventato un brand fortissimo: perchè ignorarlo?
Rocco e Max.
Ciao cari,
mi è venuto in mente che essendo una progetto in rete, l’identità, il brand dei centri, dovrebbe essere comune a tutti. Io non disperderei il concetto dell’appartenenza dei 5 centri al progetto VU. Non rinuncerei però nemmeno all’identità dei centri riferita al territorio, o alla natura dei luoghi.
Crerei un logotipo per tutti uguale, magari quello di VU, e la declinazione diversa per ognuno dei centri.
Se il concetto della CASA è predominante, si potrebbero tutte declinarare con il brand Casa. (è solo un esempio, può essere anche anche riduttivo, forse di basso impatto, ma è per esplicitare il concetto).
Inoltre, la CASA evoca tanti significati legati all’accoglienza, all’appartenenza, all’intimità, alla creatività (creazione) e volendo anche a molto altro.
Visioni Urbane Basilicata
Casa Cava
Casa Cecilia
Casa Macello
Casa Radici
Casa TILT
E’ solo un’idea nata per offrire un esempio.
Dovremmo buttare giù tanti esempi, con tante proposte, per poi selezionare la migliore.
PS: Auguri Albertone!
L’idea di base è molto buona, e io personalmente la approvo in pieno, ma Casa Macello nun se pò senti’ e anche Casa Radici .. non so, mi ricorda Kunta Kinte.
sono d’accordo con Mariateresa per il brand…per San paolo mi viene in mente
CasaFiumara o CasaSarmento…
VOTO CASA SARMENTO!
Attendo la data della prossima plenaria, ciao Antonella
Auguri ad Alberto, in ritardo, ma sinceri.
Buona, Mariateresa.
L’idea mi piace, ma non vorrei piu sentire parlare di case..case…case..case..e poi ancora, fatto in casa!
Meglio opicifici, officine, fabbriche, factroy, laboratori ecc.
La casa mi ricorda molto l’uncinetto!
Servono nuove VISIONI.
…
Ma quando ci si vede?
Data l’eterogeneità dei luoghi, il termine casa descrive bene il luogo materano, che in passato era una casa, meno bene gli altri, specie se non associato ad altri termini (come poteva essere “Casa del Futuro Cecilia” o “Casa della Musica”). I termini proposti come officina, fabbrica, opifici, pur se indicando luoghi di creazione, risultano a mio avviso troppo legati all’industria.
Ho optato per il termine SPAZIO, che indica subito un luogo libero, aperto a tutti, comune a tutti e cinque gli spazi.
Il termine Spazio poi è seguito per ognuno dei centri da uno o più sostantivi che lo identificano rispetto agli altri quattro.
Infine, ognuno ha un nome proprio che sarà utilizzato quotidianamente e colloquialmente per indicarlo.
Spazio Tecnologico CASA CAVA
Spazio Futuro CECILIA
Spazio dell’arte inclusiva EX
Spazio Polifunzionale RADICI
Spazio Mondo TILT
Non tutti mi convincono, ma ho comunque buttato giù questi come prima bozza.
cecilia è un bel nome anche da solo.
potrebbe essere chiamato centro culturale “cecilia” – che poi diventa solo “cecilia”. come per i teatri – il “morlacchi”, lo “smeraldo”, il “piccolo”, il “petruzzelli”, il “san carlo”, il “cecilia”.
mi piace l’idea della casa…anche se mi da un pò di bed and breakfast. Casa / Officina (dell’arte). forse mi ritrovo di più.
quando ci vediamo??
i bandi??
che succede??
Non succede nulla. E’ questo il problema….
Scusate se squarcio il silenzio, ma a mio avviso è preoccupante e anche un pò ingiusta la totale mancanza di aggiornamenti sullo stato dell’arte.
Sono passati 40 giorni dalla pubblicazione di questo post e soprattutto quasi due mesi da quello in cui si informava dell’annullamento della plenaria prevista per il 15 aprile, a cui non è seguita nessuna ulteriore informazione in merito alle scadenze più volte annunciate.
Ci dite cosa succede?
Grazie.
La preoccupazione è un sentimento legittimo e perfino gradito, perchè denota interesse al processo. Quello che accade è che ci sono state le elezioni, con tutto il carico di stesura di documenti programmatici pre e post elettorali, risistemazioni, pause fisiologiche e giuridiche del cammino delle procedure, nonchè (per quello che riguarda me, nello specifico) cambi della guardia di direttori generali e responsabili di ufficio che comportano talvolta il ricominciare tutto daccapo, con inevitabile aggravio di lavoro in un tempo lavorativo giornaliero che è più o meno sempre lo stesso.
Ad ogni modo avete ragione, siamo in debito di un post che vi racconti a cosa stiamo lavorando e come e perchè.
Provvediamo in giornata.
Grazie cara, come al solito chiara e puntuale.
Il mio post era dettato dal desiderio di conoscere la situazione. Siccome VU è stato un’esperienza unica per questa Regione (istituzioni e creativi) la paura di svegliarsi tutti sudati e gridare:” Por.. zo..a, era solo un bel sogno”, è inutile negarlo, sotto sotto è presente.
A presto e buon lavoro.
Anche a me piace il termine Spazio, anche e non solo per le sue connotazioni semantiche di apertura e varietà, ma apprezzo anche la definizione Casa (che ha caratteristiche diverse a seconda delle persone e dei luoghi pur mantenedo forte il senso di accoglienza e protezione), quindi non vedo perché dovremmo legare obbligatoriamente tante realtà peculiari e speciali ad un’unica definizione.
Propongo di pensare a qualcosa che potrebbe anche richiamare una medesima origine -magari più concettuale che onomastica-, ma tenda alla caratterizzazione, evitando etichette predefinite.
e quindi?
[...] silenziosa e rarefatta di estate in città, sono andata a rileggermi i commenti relativi a questo post, visto che per alcuni spazi creativi le inaugurazioni incombono – o quasi – e un nome [...]