La plenaria in diretta
E si parte.
Siamo a Matera, nella sede delle Monacelle ormai familiare ai visionurbanisti. La giornata di oggi è importante: si devono presentare i risultati realizzati, il cammino fatto, quello ancora da fare.
Rossella Tarantino apre i lavori, illustra la scaletta, presenta gli ospiti, racconta gli obiettivi della giornata: raccontare i passi futuri di VU, partendo da ciò che è stato.
Alberto Cottica racconta Visioni Urbane e il cammino fatto finora, con splendide slides che raccontano con grande impatto visivo ed emotivo tutti i passi mossi dal progetto da Settembre 2007 ad oggi: la scena creativa protagonista, gli shock culturali, la ricognizione degli spazi creativi in Europa e in Italia, la scrittua dei sogni dei creativi, la scoperta dei 5 temi / concept, la candidatura e la scelta degli spazi, le convenzioni con i Sindaci, le assegnazioni dei lavori (i cantieri dei mattoni), i laboratori di progettazione (i cantieri delle idee), gli Open Days con A-Maze, il lavoro di progettazione sulle modalità gestionali dei centri, i piani di attività dei Centri, le vocazioni dei 5 Centri.
Max Selvaggi racconta VU dal punto di vista dei creativi: dall’iniziale sospetto al generale entusiasmo, accettando di farsi trascinare dal flusso: un patto di reciproca fede, che ha dato risultati insperati, dal punto di vista della creatività e dal punto di vista delle politiche pubbliche messe in campo.
Mario Caputo ha il difficile compito di raccontare i progetti della Regione sulle modalità gestionali con i quali si pensa di aprire i centri e farli rimanere aperti quanto più a lungo possibile, incentivando l’autosostenibilità, la imprenditorialità, l’iniziativa privata su temi della creatività e dell’innovazione. Presenta per sommi capi le linee guida dei bandi per la gestione che i Comuni indiranno appena i lavori saranno finiti o in via di completamento, con ogni probabilità fra l’inizio e la fine della stagione estiva. Punti cardine: inclusione di quanti più gruppi creativi nella gestione di ciascun centro, autosostenibilità mediante l’innovatività, multidisciplinarietà.
Parla Giuseppe Avallone della Borgomeo&Co. La sua impressione – da esterno ed esperto di start up creative su VU ed alcuni warning: 1) stiamo parlando di idee frutto di estrema soggettività, come sempre accade per le idee creative: occorre valutare la coerenza fra l’idea e chi la propone; 2) è molto difficile trasformare le associazioni che si occupano di creatività in impresa, cioè trasformare i rapportidi amicizia ed affettivi in numeri di gestione; 3) creativi, non fate troppo affidamento sul sostegno pubblico! 4) creativi, fate molta formazione: non quella canonica, ma quella che si basa sull’affiancamento a chi queste cose le fa già, sugli shock culturali, come già è avvenuto; 5) difficile la valutazione per la gestione, proprio perchè gli elementi oggettivi sono di minore peso rispetto a quelli soggettivi (fiducia, affidabilità, credibilità del candidato o del gruppo di candidati).
La policy di VU, ed in genere i processi innovativi, sono come il nastro di Moebius illustrato da Escher: si arriva sull’altra faccia del nastro pur continuando a camminare dritti.
Il cambiamento, infine, è un processo partecipativo: non si impone ma si propaga. La resistenza al cambiamento c’è, e si basa in genere su tre punti di appoggio: la perversità (si perdono i valori fondanti), la futilità (lasciateli giocare), la messa a repentaglio (sono finanziamentio sprecati). Basta saperlo, per essere attrezzati a resistere.
La parola passa ai Sindaci dei 5 Comuni ove i Centri sono collocati.
Pisticci: illustra il primo il dopo dell’ex area verde attrezzata di Marconia, con slides e foto di grande impatto “emotivo”. Il porgetto è ormai concluso, si aprirà nel giro di qualche settimana.
Tito: racconta brevemente la storia dell’ex centro multifunzionale, per evidenziare come siano messi a valore finanziamenti pubblici finora vani. Racconta dell’iniziale diffidenza dell’amministrazione comunale verso la collaborazione con “i creativi”, poi sfumata in una sintonia del tutto inedita. I lavori saranno chiusi prima della fine dell’anno 2010.
S. Paolo Albanese: i lavori saranno pronti per Ottobre, e c’è, si potrà essere, un legame strettissimo con l’altro progetto “fiore all’occhiello” della regione, ovvero il progetto ArtePollino. I lavori saranno conclusi fra Ottobre e Novembre prossimo.
Rionero: i lavori sono in ritardo, probabilmente perchè sono stati strutturalmente più impegnativi di quelli di altri Centri (e più costosi). I lavori per il primo lotto saranno consegnati in autunno, probabilmente conclusi nei primi mesi del 2011.
Matera: i lavori sono a buon punto, manca poco alla chiusura. Lavori apprezzabili, di grande impatto tecnico ed emotivo, che restituiscono alla fruizione del pubblico un luogo nato per tutt’altre finalità. Problema energetico: CasaCava è un posto energivoro, costoso, problema che fatalmente finisce per influenzare la gestione.
Lo “spazio cantieri” è chiuso da Tonio Acito, che mette l’accento sul rapporto fra Enti (Comuni, Regione) e la Società Energetica Lucana: un rapporto importante, da seguire, perchè abbassare i costi di gestione non è affatto un problema secondario.
Viene proiettato il video di VU.
Conclude i lavori Rossella Tarantino. Anzi, sta per concluderli: prima però Loredana Paolicelli di Arterìa fa una domanda relativa ai tempi di conclusione dei lavori e anche – ovviamente - relativa alla assegnazione della gestione. Risposta: i tempi per la conclusione dei lavori probabilmente ci sono; più difficile prevedere i tempi del bando per la assegnazione della gestione. Rossella Tarantino presenta le iniziative di programmazione che verranno svolte da oggi in poi: presenta brevemente lo schema dei bandi, le iniziative sulla formazione in collaborazione con la Fondazione Pistoletto, ipotesi di governance, insomma il futuro.
Il lavori si chiudono con una sessione informale di domande, in giardino, prendendo un caffè, dopo la rituale foto di gruppo.








