Il contributo di Fondazione SouthHeritage a Sogni & Idee
Carissimi della crew Visioniurbane
prendendo spunto dall’invito accorato di Ida vorrei in qualità di direttore artistico della Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea / Matera contribuire al dibattito “scriviamo i nostri sogni”, evidenziando che la proposta d’idee “modello brainstorming” sui possibili contenuti dei “presidi creativi” da implementare in regione, di cui non si conosce ancora né il numero, né l’ubicazione (e dunque la presenza o assenza di eventuali dotazioni tecnico-logistiche), né le dimensioni (un caso e parlare di una gestione e di progetti da attivare in 100 mq. altro è parlare di una gestione e di progetti da attivare in 1000 mq.), in questa fase può apparire alquanto prematuro nonostante le buone intenzioni.
Gli esempi europei portati come case history e mirabilmente illustrati da Alberto e Rossella nell’ultimo workshop (
In Francia il protagonista del management culturale è la rete dei FRAC e dei DRAC (con i quali
In Finlandia (compresa tutta l’area scandinava) e in Inghilterra (comprese le aree del protettorato del Commonwealth), il sistema interessato alla promozione delle arti è quello dell’Art Council, costituito al suo interno da 8 National Arts Council (uno per ogni forma artistica: visual art, architettura, cinema, design, danza, teatro, letteratura, musica.). Attraverso queste istituzioni pubbliche, indipendenti dall’avvicendamento di governi e amministrazioni, con strumenti come: travel grants, artist in residence grants, state grants for artist, public display grants for visual artists, subsidies to support atelier and workshop, activities for visual artists e soprattutto i subsidies for exhibitions of visual art, finanziano annualmente mostre e programmi legati esclusivamente alla cultura contemporanea nazionale e internazionale promossi e progettati delle varie istituzioni presenti nel paese.
Insomma, senza dilungarsi troppo, anche il resto dei paesi eropei: dall’Olanda (attraverso il sistema di fondazioni pubbliche delle Netherlands Foundations for Fine Arts, Design and Architecture e l’Art Lending Federation) , alla Germania (con le Kunsthuizen e le Kunsthalles), sono provvisti d’istituzioni pubbliche dipedenti dallo stato (ma dirette da professionisti del settore culturale), che elargiscono supporto finanziario al sistema per circa il 60-70% del fabbisogno gestionale di ogni realtà.
Anche in Italia i pochi esempi di strutture funzionanti (afferenti al campo dell’arte contemporanea) quali: Rivoli, MART, MACRO, MADRE, MUSEION, (…), per arrivare a quelli più dimensionati come PAN, ARCOS, MACI, MAN, PAPESSE, ecc. sono sistemi sovvenzionati per più del 50% da architetture finanziarie pubbliche: stato + regione + provincia + comune + eventuali fondazioni bancarie o private. Questo aspetto evidenzia come la cultura e ogni progetto afferente, nasca prima in un quadro di vision sociale, politica e valoriale e solo successivamente in un quadro di futuro “sviluppo imprenditoriale”.
In relazione alle lectures presentate durante l’incontro del 12 febbraio (Cittadellarte + OZU), rappresentano anch’essi esempi pressochè inattuabili sul nostro territorio regionale. Nel caso di Cittadellarte non esiste in Basilicata nessun “artista attrattore” del calibro di Michelangelo Pistoletto (che Fondazione SoutHeritage ha presentato a Matera nel 2005 con un mostra che ha anticipato la sua partecipazione alla Biennale di Venezia), né quel sistema filantropico di aziende private e fondazioni bancarie aperte al sostegno della cultura contemporanea (in merito
Nel caso di OZU (ma anche di Officina Giovani), esulando dal merito creativo dei due progetti strutturati come artist run spaces, vorrei sottolineare l’ultimo serio fattore di criticità del sistema creativo regionale, rappresentato da una dimensione culturale che, esaltando una concezione fortemente individualistica dell’essere creativo o operatore del sistema culturale, preclude la maggior parte delle opportunità di cooperazione anche quando queste presentano vantaggi e che rendono quasi impossibile, l’implementazione degli esempi succitati. Questo limite culturale si lega ad una forte connotazione particolaristica, nel senso che gli operatori sono tipicamente divisi in fazioni che competono aggressivamente. Questo modello di organizzazione sociale, piuttosto trasversale anche in altri settori della nostra regione, si contrappone a quelli tipicamente più costruttivi di altri sitemi, come quello competitivo-qualitativo anglosassone e scandinavo, quello tecnocratico francese e spagnolo, quello consociativo tedesco e olandese, in cui sono nati e si sono sviluppati a metà anni 80 i primi artist run spaces.
Per i motivi sopra analizzati dunque, si può concludere che nel nostro caso esiste una combinanzione di problemi strutturali di funzionamento del sistema creativo e culturale che, purtroppo, all’interno del gruppo visioniurbane, non è stato e non viene né analizzato né preso in considerazione.
A mio/nostro avviso (parlando a nome della fondazione che rappresento), se non si affrontano e si chiariscono problemi primari relativi a:
- strutturazione e individuazione puntuale dei contenitori deputati ai progetti
- costituzione di una vision sociale e politica sul/sui progetto/i
- analisi approfondita delle criticità del sitema regionale e conseguente analisi delle peculiarità (al di là della visionarietà sterlinghiana)
- scelta dei settori creativi ritenuti strategici per il territorio (pensare un progetto dedicato alla produzione teatrale e altra cosa che pensare ad un progetto dedicato all’arte contemporanea)
- costituzione di una compagine tecnica di professionisti dei vari settori creativi ritenuti strategici (che si auspica selezionati dalle varie eccellenze regionali che già operano nel e per il territorio)
le varie idee già “lanciate” o che si invita a “lanciare”, appariranno sempre come metafore e similitudini più di utopie che di progetti reali.
Cordialmente
Angelo Bianco
direttore artistico – Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea / Matera








[...] n. 1 contributo da parte della Fondazione South Heritage molto interessante, che però non è un’idea progettuale, e che comunque potete leggere qui; [...]