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	<title>Visioni Urbane &#187; Proposte</title>
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		<title>OT &#8211; Call for visuals: un po&#8217; di lavoro creativo da fare</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 23:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>kublai</category><category>logo</category>
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		<description><![CDATA[Vi distraggo un momento da sogni e progetti per segnalare ai creativi visuali (grafici et similia) che un progetto in cui sono coinvolto &#8211; un lontano parente di VU &#8211; intende commissionare la realizzazione di un logo. Chi fosse interessato a candidare una propria idea trova le istruzioni in queste slides qui sotto. Altre informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi distraggo un momento da sogni e progetti per segnalare ai creativi visuali (grafici et similia) che un progetto in cui sono coinvolto &#8211; un lontano parente di VU &#8211; intende commissionare la realizzazione di un logo. Chi fosse interessato a candidare una propria idea trova le istruzioni in queste slides qui sotto. Altre informazioni <a href="http://www.cottica.net/2008/03/19/call-for-visuals-disegna-il-logo-di-kublai/" target="_blank">qui</a>.</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_313600"><object style="margin:0px" height="355" width="425"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=disegna-il-logo-del-progetto-kublai-1205927845866074-5"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=disegna-il-logo-del-progetto-kublai-1205927845866074-5" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/marco20/disegna-il-logo-del-progetto-kublai" title="View this slideshow on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload">Upload your own</a></div>
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		<title>Spazi per la creatività: un quadro di insieme</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 20:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>cava tecnologica</category><category>Coppola</category><category>digitale</category><category>inclusione</category><category>spazi creativi</category><category>sterling</category><category>tecnologia</category><category>tendenze</category><category>welfare</category><category>zampogne</category>
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Leggendo le idee-progetto e collegandole con le cose che ho visto e sentito in questi mesi, mi sembra di vedere alcune tendenze generali: sensibilità e interessi che superano la sfera del singolo creativo o della singola associazione per diventare &#8211; almeno in potenza &#8211; linee di lavoro condivise. Questo mi interessa, perché &#8211; come ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Foglio Bianco (Silvio Giordano)" href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/wp-content/uploads/2008/03/foglio-bianco.jpg"><img src="http://www.visioniurbanebasilicata.net/wp-content/uploads/2008/03/foglio-bianco.jpg" alt="Foglio Bianco (Silvio Giordano)" width="431" height="314" /></a></p>
<p>Leggendo <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/?page_id=202" target="_blank">le idee-progetto</a> e collegandole con le cose che ho visto e sentito in questi mesi, mi sembra di vedere alcune tendenze generali: sensibilità e interessi che superano la sfera del singolo creativo o della singola associazione per diventare &#8211; almeno in potenza &#8211; linee di lavoro condivise. Questo mi interessa, perché &#8211; come ci siamo detti &#8211; ha senso che gli spazi che la Regione vuole realizzare siano &#8220;campi base&#8221; usati e attraversati da più creativi, in grado di collaborare, competere, ispirarsi a vicenda. Mi viene da pensare che forse gli spazi dovrebbero essere <em>polifunzionali</em> ma <em>tematici</em>, luoghi cioè in cui si muovono creativi che si esprimono con linguaggi diversi ma che condividono interessi e strategie culturali. Quindi uno spazio, per come comincio a vederla io, fa due cose: (1) funziona da infrastruttura per ospitare e rendere visibili le attività che già fate, e (2) sollecita un po&#8217; di ricerca e sviluppo in direzioni di interesse comune.</p>
<p>Provo a raccontarvi le tendenze generali che vedo.</p>
<p>La prima si potrebbe chiamare &#8211; in omaggio al nostro amico Sterling &#8211; la <strong><em>cava tecnologica</em></strong>. Il miscuglio tutto italiano di pietre antiche e funzioni moderne ha in Basilicata una sua specificità. Fare reagire i luoghi antichissimi della Lucania con attività culturali moderne e perfino trendy ha prodotto risultati molto interessanti (penso per esempio alle marching bands in giro per i Sassi di Matera durante Gezziamoci 2007), e proprio la grande attenzione al territorio è una caratteristica che accomuna molti di voi. L&#8217;Onyx propone <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/?page_id=206" target="_blank">una grotta ipogea</a>: se ci aggiungiamo tecnologia moderna (e immateriale: pensate, per esempio, ad una segnaletica elettronica che conduca ad uno spazio creativo passando magari dai cellulari via Bluetooth) abbiamo un oggetto di grande fascino, che può ispirare nuovi e interessanti prodotti culturali. Lo stesso concetto viene proposto da <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/generazione-zero-casaspera/">Generazione Zero</a>. Ovviamente questa tendenza si associa particolarmente bene a Matera, e in particolare ai suoi Sassi, dove un singolo spazio si può raccordare alla città in generale, come sembra suggerire <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/il-sogno-di-blueson/">Blueson</a> con la sua articolazione in viali e piazze dello spazio creativo.</p>
<p>La seconda tendenza si potrebbe chiamare <strong><em>reinventare il futuro</em></strong>. Il patrimonio storico e artistico della Basilicata &#8211; e dell&#8217;Italia, del resto &#8211; è una meravigliosa risorsa, ma è anche un peso. Molti creativi si ribellano all&#8217;idea di essere condannati a proseguire nel solco tracciato dai padri, per quanto grandi essi siano stati: le nuove generazioni vogliono fare cose nuove. Mi sembra di rintracciare questa voglia di aria fresca nel lavoro di molti artisti, soprattutto potentini &#8211; penso al lavoro con grafica e video di Silvio Giordano (a proposito, grazie dell&#8217;illustrazione che accompagna questo post) e Michele Santarsiere, all&#8217;attitudine &#8220;londinese&#8221; (loro direbbero &#8220;<a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/amnesiac-arts-un-link-per-la-basilicata/">bolognese</a>&#8220;!) di Amnesiac o alle mostre in Second Life di Elisa Laraia. Potenza, senza Sassi ma con molta voglia di riscatto (e molti bloggers!), sembra effettivamente un buon luogo da cui partire per questa missione (il <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/?page_id=203" target="_blank">sogno di Art&#8217;s Factory</a> parla addirittura di arte digitale&#8230;)</p>
<p>Fermenti interessanti vengono poi da quell&#8217;area di confine dove le performing arts incontrano l&#8217;inclusione sociale, e addirittura il welfare. Persone con problemi di disagio psichico recitano Don Chisciotte, laboratori teatrali coinvolgono bambini e anziani: questi soggetti diventano protagonisti, e sprigionano emozioni nuove. L&#8217;arte tocca il disagio, e ne viene trasformata; e allo stesso tempo produce inclusione e ruolo, in una regione (scriveva Mariangela) piena di centri sociali e centri anziani che rimangono vuoti e inutili (oltre che in esperienze artistiche precedenti &#8211; per esempio <a href="http://www.abitoinscena.it/TeatrAbili,%20il%20teatro%20contro%20il%20disagio%20sociale.htm" target="_blank">questo progetto di Abito in Scena</a> &#8211; se ne trova traccia nel <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/lalbero-di-minerva-la-scuola-delle-arti/">sogno de L&#8217;albero</a> e in <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/mapart-facciamo-1-casino/">quello di Mapart, Cinefabrica e altri</a>). Ho in mente, quindi, che si potrebbe lavorare nella direzione di un&#8217;<em><strong>arte inclusiva</strong>,</em> non nel segno del buonismo ma in quello della ricerca artistica. Inutile dire che questa direzione di lavoro ha mercato: se la cultura vale (economicamente) 1 il welfare vale 100.</p>
<p>Quello delle <strong><em>radici</em></strong> mi sembra un altro tema forte e condiviso da artisti molto diversi, dalla piccola ma combattiva scena che fa musica popolare (soprattutto <a href="http://i.ytimg.com/vi/2a1l_X8TT5U/default.jpg" target="_blank">nel Pollino con le famose zampogne</a> di cui ci parla Nicola Scaldaferri) a Ulderico Pesce e alla sua insistenza sulla storia e le tradizioni locali, ma anche a operazioni &#8220;ricombinanti&#8221; tra tradizione e innovazione come quella dei <a href="http://www.myspace.com/krikkareggae" target="_blank">Krikka Reggae</a> cari a <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/sogni-idee/multietnica-sogno-n-1000/">Multietnica</a>. Questa linea di lavoro mi sembra si presti particolarmente bene ad alimentare operazioni di marketing territoriale: raccontare il territorio partendo dalle sue tradizioni, che per voi sono ovvie ma per un australiano sono nuove e eccitanti.</p>
<p>L&#8217;ultimo tema che vedo è quello della <strong><em>Basilicata nel mondo e del mondo in Basilicata</em></strong>. I lucani hanno emigrato, e ancora emigrano: alcuni di loro sono diventati artisti (mi viene in mente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=clzISfXUXz4" target="_blank">il famoso video con Francis Ford Coppola</a>). Come vedono il mondo? Come vedono, se la vedono, la Basilicata? La loro arte parla a chi oggi in Basilicata ci vive? Contestualmente, alcuni artisti non lucani vengono in Basilicata &#8211; in questi anni soprattutto cineasti &#8211; e anche loro raccontano il vostro territorio. Queste ragnatele di rapporti tra la Basilicata e il mondo possono essere messe a valore sia dal punto di vista (perché generano prodotti culturali e stimoli per fare altri prodotti culturali, all&#8217;infinito) che dal punto di vista del mercato (perché hanno il potenziale per mescolare pubblici, proponendo A al pubblico di B). Mi sembra di riconoscere tracce di questi ragionamenti nel <a href="http://www.basilicataintir.it/" target="_blank">visionario TIR di Identità Lucana</a> e soprattutto nella <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/?page_id=216">strategia di rete di Allelammie</a>.</p>
<p>In conclusione: la cava tecnologica, reinventare il futuro, arte inclusiva, radici, Basilicata nel mondo/mondo in Basilicata potrebbero essere cinque temi da sviluppare per costruire alcuni nuovi prodotti culturali destinati a irrobustire la strategia culturale del territorio lucano negli anni a venire. Ho in mente una rete di spazi che, oltre a fare da &#8220;hardware creativo&#8221; per le cose che già fate, aggreghino le intelligenze e promuovano un po&#8217; di ricerca a partire da questi temi (magari per poi sconfinare anche di parecchio, per fortuna le idee non stanno ferme!). La famosa sostenibilità di mercato di cui tanto si è parlato si rinforzerebbe così <em>dal lato dei costi</em>, nel costruire spazi in cui molti creativi diversi possono lavorare: più cose avvengono nello stesso spazio, più scende il loro costo unitario. E anche &#8211; ancora più importante &#8211; <em>dal lato dei ricavi</em>: su queste linee si possono provare a costruire prodotti culturali vendibili su qualche tipo di mercato.</p>
<p>Se siamo grosso modo d&#8217;accordo su questa impostazione, la nostra idea sarebbe quella di fare un ciclo di due-tre laboratori di progettazione, con la solita formula (noi più qualche esperto esterno) in cui provare a mettere giù delle idee di prodotti concreti da sviluppare. Queste idee potrebbero diventare progetti, su cui la Regione potrebbe avere voglia di investire già nel 2008 &#8211; prima che gli spazi fisici siano pronti &#8211; in modo da irrobustire la vostra capacità di fare prodotti in vista della consegna degli spazi stessi.</p>
<p>Che ne dite? Sto delirando?</p>

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		<title>E se provassimo a crescere un po&#8217; nella rete?</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 11:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>blog</category><category>social network</category>
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		<description><![CDATA[Con Rossella in questi giorni si diceva che il blog di Visioni Urbane &#8211; anche se nel 2008 ha avuto un avvio un po&#8217; stentato &#8211; ha il merito di avere messo una &#8220;prima pietra&#8221; di una possibile futura casa sul web della community dei creativi lucani. A ottobre abbiamo concordato tutti insieme che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Rossella in questi giorni si diceva che il blog di Visioni Urbane &#8211; anche se nel 2008 ha avuto un avvio un po&#8217; stentato &#8211; ha il merito di avere messo una &#8220;prima pietra&#8221; di una possibile futura casa sul web della community dei creativi lucani. A ottobre abbiamo concordato tutti insieme che la capacità della scena lucana di usare la tecnologia può e deve crescere, e un pochino &#8211; stando ai quasi 500 commenti, in genere di buona qualità, lasciati sul blog &#8211; è già cresciuta. Alcuni creativi hanno nel frattempo lanciato un proprio blog.</p>
<p>Nonostante questo, le convocazioni per l&#8217;incontro di martedì sono state fatte via email, il che può sembrare controintuitivo. Il fatto è, dice Rossella, che la partecipazione al dibattito sul blog in questi mesi non è stata uniforme: alcuni creativi usano lo strumento con grande disinvoltura, altri no. L&#8217;email è percepita come un minimo comun denominatore, che usano più o meno tutti. A me sembra un po&#8217; un peccato: da una parte vogliamo portare la community sul web sociale (vi ricordate l&#8217;intervento di Giuseppe Granieri al workshop sulle tecnologie per la creatività?), dall&#8217;altra scendiamo dal livello della nostra (embrionale) piattaforma sociale, cioè questo blog, per tornare alla posta elettronica e alla comunicazione uno-a-molti.</p>
<p>Piccola proposta: può interessare a qualcuno un microcorso di un pomeriggio su come si fa un blog e come si partecipa a un social network tipo Myspace o Facebook? Non credo che  sarebbe difficile metterlo in piedi: quelli di voi che sono già esperti potrebbero insegnare a quelli che non lo sono. In più nel nostro gruppo abbiamo una blogger pluripremiata&#8230;</p>
<p>I vantaggi principali sarebbero rinforzare la vostra capacità di comunicare tra voi e con noi (e quindi di &#8220;fare scena&#8221;) e rinforzare la vostra capacità di comunicare con terzi, partners possibili o mercati. Senza contare che la Regione pensa che anche gli spazi creativi debbano stare in rete. Che ne pensate?</p>
<p><strong>UPD 10 Feb </strong>- Prendo al volo l&#8217;offerta di <a href="http://www.catepol.net/" target="_blank">Catepol</a> nel commento qui sotto (e notate che il blog di Catepol è <a href="http://it.blogbabel.com/metrics/" target="_blank">nella Top 25 dei blog italiani secondo BlogBabel</a>, quindi è come se Baggio si offrisse di insegnarci a tirare in porta: grazie, grazie, Caterina!) e rilancio la palla agli altri bloggers lucani finora incontrati da VU, cioè <a href="http://www.blogitalia.it/leggi_blog.asp?id=1547" target="_blank">Donato Mola</a>, <a href="http://www.luachanblog.com/" target="_blank">Carlo Magni</a>, <a href="http://http://estrablog.net/">Giovanni Calia</a>, <a href="http://www.sirdrake.tv/" target="_blank">Alfredo di Giovampaolo</a>, il decano <a href="http://www.bookcafe.net/" target="_blank">Giuseppe Granieri</a> e tutti gli altri (compresa Ida &#8220;Idea&#8221;!). La cosa che sogno è una mezza giornata in cui ci sia un &#8220;maestro/a&#8221; ogni &#8220;allievo/a&#8221; o due, e si stia insieme davanti a un computer a mettere online un blog, una pagina Myspace o qualunque cosa l&#8217;&#8221;allievo&#8221; desideri. VU potrebbe metterci la sala, il pranzo e un bel po&#8217; di riconoscenza. Fantascienza?</p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_203724"><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=gg-su-visioni-urbane-1197658716691277-5"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=gg-su-visioni-urbane-1197658716691277-5" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;"><a href="http://www.slideshare.net/?src=embed"><img src="http://static.slideshare.net/swf/logo_embd.png" style="border:0px none;margin-bottom:-5px" alt="SlideShare"/></a> | <a href="http://www.slideshare.net/haiku66/gg-su-visioni-urbane?src=embed" title="View 'Gg su Visioni Urbane' on SlideShare">View</a> | <a href="http://www.slideshare.net/upload?src=embed">Upload your own</a></div>
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		<title>Come si guarda la Basilicata?</title>
		<link>http://www.visioniurbanebasilicata.net/2007/11/12/come-si-guarda-la-basilicata/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 15:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>Basilicata</category><category>fotografie</category>
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		<description><![CDATA[
   
Bella domanda, connessa con il problema della comunicazione dei prodotti culturali su cui postavo poche ore fa: il &#8220;prodotto&#8221; più importante della scena creativa lucana, lo abbiamo detto più volte durante l&#8217;incontro del 17, è il territorio stesso. A farla, sollecitando l&#8217;invio di fotografie, è Giuseppe Granieri, che molti di voi conoscono e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a target="_blank" href="http://blogosphere.typepad.com/orazio.jpg"><img border="0" width="460" src="http://blogosphere.typepad.com/orazio_t.jpg" height="157" /></a><br />
<a target="_blank" href="http://blogosphere.typepad.com/pitagora.jpg"><img border="0" width="230" src="http://blogosphere.typepad.com/pitagora_t.jpg" height="230" /></a> <a target="_blank" href="http://blogosphere.typepad.com/federico.jpg"><img border="0" width="230" src="http://blogosphere.typepad.com/federico_t.jpg" height="230" /></a>  </p>
<p>Bella domanda, connessa con il problema della comunicazione dei prodotti culturali su cui postavo poche ore fa: il &#8220;prodotto&#8221; più importante della scena creativa lucana, lo abbiamo detto più volte durante l&#8217;incontro del 17, è il territorio stesso. A farla, sollecitando l&#8217;invio di fotografie, è Giuseppe Granieri, che molti di voi conoscono e ha partecipato a quell&#8217;incontro, <a target="_blank" href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=741">dal suo blog</a>. Qualche creativo con macchina fotografica ha voglia di rispondere?</p>

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		<title>Approfondimento su comunicazione dei prodotti culturali: che ne dite di De Kerckhove?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 13:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>Derrick De Kerckhove</category><category>workshops</category>
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		<description><![CDATA[Alla riunione di venerdì abbiamo parlato anche di approfondimenti. Ne è emersa una proposta su quello di comunicazione dei prodotti culturali, che coinvolgerebbe lo studioso canadese Derrick De Kerckhove. Potete leggerla qui.


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla riunione di venerdì abbiamo parlato anche di approfondimenti. Ne è emersa una proposta su quello di comunicazione dei prodotti culturali, che coinvolgerebbe lo studioso canadese Derrick De Kerckhove. Potete leggerla <a href="http://www.visioniurbanebasilicata.net/workshops/comunicare-i-prodotti-culturali/">qui</a>.</p>

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		<title>La comunicazione è una forma creativa?</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 18:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
<category>blogosfera</category><category>creatività</category>
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		<description><![CDATA[Martedì, a Potenza, Giuseppe Granieri ha proposto che VU si aprisse alla comunicazione come forma di creatività. Dal punto di vista filosofico la cosa non fa una piega, e anche dal punto di vista &#8220;industriale&#8221; potrebbe portare nell&#8217;orbita del progetto piccole imprese e singole persone interessanti e attive. Laboratori creativi sulla comunicazione? E perché no?


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì, a Potenza, <a target="_blank" href="http://www.bookcafe.net/">Giuseppe Granieri</a> ha proposto che VU si aprisse alla comunicazione come forma di creatività. Dal punto di vista filosofico la cosa non fa una piega, e anche dal punto di vista &#8220;industriale&#8221; potrebbe portare nell&#8217;orbita del progetto piccole imprese e singole persone interessanti e attive. Laboratori creativi sulla comunicazione? E perché no?</p>

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