IAC
IAC Centro Arti Integrate è una società cooperativa di produzione e lavoro nata nel 2010. E’ nata dall’esperienza dell’associazione Cinefabrica (4 dei suoi membri ne fanno parte). E’ costituita da Nadia Casamassima, Andrea Santantonio, Mirko Macina, Enrico Ruggieri e Angela Lupo. Nadia Casamassima e Andrea Santantonio si sono formati nell’ambito teatrale, Mirko Macina nell’ambito musicale, Enrico Ruggieri nell’ambito dell’audiovisivo ed Aurelia Lupo nell’ambito della mediazione. Nel giugno del 2011, Centro Arti Integrate ha inaugurato la su sede IAC.
La nascita della cooperativa è stata determinata dall’intenzione di costituire un soggetto che andasse oltre l’associazione. La cooperativa sta beneficiando del “Programma P.A.R.I. 2007” della Regione Basilicata.
All’atto della nascita La cooperativa si poneva la finalità di utilizzare le differenti arti (eatro, musica, audiovisivi, nonché danza, scrittura, arti visive in generale) e l’integrazione fra le differenti arti per promuovere lo sviluppo e il benessere. Ad oggi la cooperativa collabora con diverse associazioni nella progettazione di percorsi con soggetti svantaggiati (disabili o persone con difficoltà di vario genere). Si occupa di percorsi formativi nelle scuole e della creazione di eventi artisttici. La cooperativa vuole diventare un punto di riferimento territoriale e contribuire allo sviluppo culturale, artistico e sociale del proprio territorio. In IAC lavorano in maniera costante tre persone e partime 2. Diverse persone collaborano in altrettanti progetti, ma vorremmo costruire più collaborazioni soprattutto con la fascia giovanile della città. Per due persone la cooperativa costituise una fonte di reddito.
Attività e progetti
In IAC si svolgono attività di formazione permanente teatrale per adulti e musicale per bambini, laboratori teatrali nelle scuole, workshop musicali, di teatro e danza, percorsi autobiografici individual,.eventi artistici di propria produzione e promozione di piccoli eventi di altri. La cooperativa ha svolto attività in collaborazione con le seguenti associazioni A.MA.SA.M. (Matera), associazioni per il volontariato materano (Matera), Incompagnia (Matera), cooperativa Il Sicomoro (Matera), La luna al guinzaglio (Potenza), Teatri 35 (Napoli). Inoltre, nel 2011 Iac ha siglato protocolli d’intesa con il dipartimento di salute mentale della Asm Matera e con L’Ufficio Assistenza per Minori di Matera. Vi è inoltre in cantiere un progetto che prevede l’ampliamento della sede per avere una sala prove e di registrazione.
Mercato e fonti di reddito
I finanziamenti a IAC sono di tipo regionale (Programma P.A.R.I. 2007), comunale (nel caso dei progetti nelle scuole) e privati nel caso degli aventi artistici. Gli strumenti tecnici utilizzati nello svolgimento delle attività sono stati acquistati con fondi pubblici ( Programma P.A.R.I. 2007).
Nei confronti delle attività svolte IAC ha notato un buon interesse da parte del pubblico, soprattutto per le attività performative
Problemi e ostacoli alla crescita
Secondo IAC il lavoro svolto non è giustamente retribuito. Inoltre, è necessaria una programmazione regionale degli eventi nell’ambito della politica culturale regionale. IAC auspica che il settore pubblico sia attento alle produzioni sul territorio, che le idee possano essere sostenute economicamente e diventare un punto di forza. Tra le carenze che il settore pubblico manifesta nei confronti delle associazioni o nei confronti dell’organizzazione di manifestazioni di interesse culturale, IAC individua la mancanza di una direzione “artistica”, nel senso che molto spesso c’è tutto e niente, dovuto all’incapacità artistica e quindi sarebbe utile che la politica culturale venisse affidata a chi può organizzarla, gestirla comprendendo quali sono le difficoltà, i problemi che si incontrano e soprattutto le risorse che possono essere messe a disposizione.
Tra le difficoltà individuate nel settore privato, invece, secondo IAC i privati vogliono essere visibili al grande pubblico e questo spesso non corrisponde con le loro attività o gli eventi che propongono che sono maggiormente indirizzati non solo all’intrattenimento ma ad un reale sviluppo culturale e sociale.
IAC Centro Arti Integrate è una società cooperativa di produzione e lavoro nata nel 2010. E’ nata dall’esperienza dell’associazione Cinefabrica (4 dei suoi membri ne fanno parte). E’ costituita da Nadia Casamassima, Andrea Santantonio, Mirko Macina, Enrico Ruggieri e Angela Lupo. Nadia Casamassima e Andrea Santantonio si sono formati nell’ambito teatrale, Mirko Macina nell’ambito musicale, Enrico Ruggieri nell’ambito dell’audiovisivo ed Aurelia Lupo nell’ambito della mediazione. Nel giugno del 2011, Centro Arti Integrate ha inaugurato la su sede IAC.
La nascita della cooperativa è stata determinata dall’intenzione di costituire un soggetto che andasse oltre l’associazione. La cooperativa sta beneficiando del “Programma P.A.R.I. 2007” della Regione Basilicata.
All’atto della nascita La cooperativa si poneva la finalità di utilizzare le differenti arti (eatro, musica, audiovisivi, nonché danza, scrittura, arti visive in generale) e l’integrazione fra le differenti arti per promuovere lo sviluppo e il benessere. Ad oggi la cooperativa collabora con diverse associazioni nella progettazione di percorsi con soggetti svantaggiati (disabili o persone con difficoltà di vario genere). Si occupa di percorsi formativi nelle scuole e della creazione di eventi artisttici. La cooperativa vuole diventare un punto di riferimento territoriale e contribuire allo sviluppo culturale, artistico e sociale del proprio territorio. In IAC lavorano in maniera costante tre persone e partime 2. Diverse persone collaborano in altrettanti progetti, ma vorremmo costruire più collaborazioni soprattutto con la fascia giovanile della città. Per due persone la cooperativa costituise una fonte di reddito.
Attività e progetti
In IAC si svolgono attività di formazione permanente teatrale per adulti e musicale per bambini, laboratori teatrali nelle scuole, workshop musicali, di teatro e danza, percorsi autobiografici individual,.eventi artistici di propria produzione e promozione di piccoli eventi di altri. La cooperativa ha svolto attività in collaborazione con le seguenti associazioni A.MA.SA.M. (Matera), associazioni per il volontariato materano (Matera), Incompagnia (Matera), cooperativa Il Sicomoro (Matera), La luna al guinzaglio (Potenza), Teatri 35 (Napoli). Inoltre, nel 2011 Iac ha siglato protocolli d’intesa con il dipartimento di salute mentale della Asm Matera e con L’Ufficio Assistenza per Minori di Matera. Vi è inoltre in cantiere un progetto che prevede l’ampliamento della sede per avere una sala prove e di registrazione.
Mercato e fonti di reddito
I finanziamenti a IAC sono di tipo regionale (Programma P.A.R.I. 2007), comunale (nel caso dei progetti nelle scuole) e privati nel caso degli aventi artistici. Gli strumenti tecnici utilizzati nello svolgimento delle attività sono stati acquistati con fondi pubblici ( Programma P.A.R.I. 2007).
Nei confronti delle attività svolte IAC ha notato un buon interesse da parte del pubblico, soprattutto per le attività performative
Problemi e ostacoli alla crescita
Secondo IAC il lavoro svolto non è giustamente retribuito. Inoltre, è necessaria una programmazione regionale degli eventi nell’ambito della politica culturale regionale. IAC auspica che il settore pubblico sia attento alle produzioni sul territorio, che le idee possano essere sostenute economicamente e diventare un punto di forza. Tra le carenze che il settore pubblico manifesta nei confronti delle associazioni o nei confronti dell’organizzazione di manifestazioni di interesse culturale, IAC individua la mancanza di una direzione “artistica”, nel senso che molto spesso c’è tutto e niente, dovuto all’incapacità artistica e quindi sarebbe utile che la politica culturale venisse affidata a chi può organizzarla, gestirla comprendendo quali sono le difficoltà, i problemi che si incontrano e soprattutto le risorse che possono essere messe a disposizione.
Tra le difficoltà individuate nel settore privato, invece, secondo IAC i privati vogliono essere visibili al grande pubblico e questo spesso non corrisponde con le loro attività o gli eventi che propongono che sono maggiormente indirizzati non solo all’intrattenimento ma ad un reale sviluppo culturale e sociale.











