Allelammie

Wednesday, 12 September , 2007 – 18:33

http://www.allelammie.org/
Contatti: Massimiliano Selvaggi, Giovanni Fanelli

L’associazione Allelammie, nata nel 1997 a Pisticci in provincia di Matera, promuove il territorio soprattutto attraverso le arti visive. Da circa otto anni la principale attività di Allelammie consiste nella realizzazione del Lucania Film Festival, festival di cortometraggi la cui prima edizione si è tenuta nel dicembre del 1999 a Pisticci, con il titolo diverso di Madsud.

Attività e progetti

Lucania Film Festival - è una iniziativa che pende forma dall’esigenza di colmare un vuoto: l’assenza di un cinema, come spazio di stimolo creativo, a Pisticci. Allora nasce questo festival cinematografico che punta sui corti e sul cinema indipendente. Dopo una prima edizione un po’ in sordina, la cui promozione era stata affidata sostanzialmente al passaparola e all’affissione di poster in alcune sedi universitarie in giro per l’Italia, si è fatta una pausa di un anno e la seconda edizione (agosto 2001 è ) poi diventata Lucania Film Festival.

Oggi l’LFF intrattiene rapporti con l’istituto cinematografico di Praga, con la scuola di cinema di Parigi e con i grandi istituti europei mandano 40-50 corti all’anno.

L’edizione 2007, che celebrerà il decennale dell’iniziativa, non sarà dedicata solo al cinema, ma sarà un evento totale e realizzato in rete con altre associazioni: ci saranno mostre, tra cui una in collaborazione con La luna al guinzaglio di Potenza.

Cinema e carceri - Hanno realizzato un progetto nelle carceri lucane e da novembre inizieranno a lavorare con San Vittore.

La casa della Cultura - Un Centro di iniziativa locale permanente (nato con il finanziamento del Gal Cosvel nell’ambito degli interventi del programma comunitario Leader plus) in cui si svolgono una serie di attività di laboratorio: artistiche, culturali e sociali; di informazione, divulgazione e formazione relativamente ai temi delle specificità ambientali e culturali del territorio di riferimento.

La Casa della Cultura, con i suoi ampi e funzionali spazi, è diventata un Centro vitale per la vita della comunità, un luogo d’incontro, di scambio di esperienze, anche di livello internazionale (se lo ritenete opportuno, vi rimandiamo ad un futuro approfondimento sui progetti che saranno realizzati nei prossimi mesi, anche con partner europei) e uno spazio di integrazione sociale e di crescita culturale ed artistica.

Mercato e fonti di reddito

Tra i maggiori sponsor ci sono: la Comunità Europea, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione, la Provincia di MT, il Comune di Pisticci, il Gal Cosvel e soggetti privati quasi esclusivamente appartenenti al territorio. Inoltre l’associazione si avvale dei fondi relativi ai numerosi corsi di formazione (cinema, sosteniblità ambientale, ecc) realizzati nelle scuole del territorio.

Problemi e ostacoli alla crescita

L’associazione soffre dei tempi di rientro del capitale anticipato dagli organismi culturali e assegnati dagli enti pubblici finanziatori (Ministero, Regione, Provincia, enti sub-regionali: Pit, Gal) che sono molto, troppo lunghi; ne consegue una debole/scarsa capacità di programmazione (non solo pluriennale) anche a causa dell’entità delle risorse, assolutamente irrisoria, che porta alla disaffezione generale verso le attività culturali e, per chi ci invece vuole investirvi, lucidità e professionalità a volte insufficienti nel portare avanti gli eventi/progetti.

La situazione è aggravata dalla mancanza di un riferimento specifico (ad es. un database, un sito, un portale) per le opportunità esclusivamente riservate alle attività culturali ed artistiche (bandi, finanziamenti, ecc).

Un elemento di paradosso è poi rappresentato dal fatto che per ottenere risorse economiche (pubbliche) vitali per le attività programmate, sono spesso richieste “polivalenze” (il contrario di specificità) che possono risultare controproducenti per la qualità dei prodotti/servizi che si intendono fornire.

Si registra poca attenzione per la formazione nel settore della cultura. Gli interventi realizzati in precedenza lasciano a desiderare (ad es. Culture in loco) perché troppo slegati dalle realtà locali e, soprattutto, concepiti con poca lucidità (troppe discrasie tra la parte meramente formativa e quella destinata alla realizzazione degli eventi).

Si spera in una maggiore connessione da parte delle Istituzioni regionali con realtà artistiche e culturali internazionali.

A tutto ciò va aggiunto lo scarso credito di cui gode l’intera filiera culturale nella realtà locale, non solo presso i cittadini e le Istituzioni, ma anche presso il settore commerciale, altra fonte finanziaria per la realizzazione degli eventi culturali che, da sempre, sono considerati (o semplicemente percepiti) come dei meri momenti di divertimento e di svago: quindi, poco spazio per la riflessione sulla prospettive che, invece, questo settore è in grado di generare in campo sociale e in quello occupazionale.

Se “caliamo” queste considerazioni in un contesto mediamente depresso dal punto di vista socio-economico- culturale e con gravi ritardi infra-strutturali, il quadro è completo.

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