Jazzing
Monday, 24 September , 2007 – 10:59
http://www.jazzing.it/
Contatto: Dino Plasmati
L’Associazione Jazzistica Materana (Onlus) JAZZING, nasce a Matera nel 2006. Tutti i soci fondatori sono musicisti di formazione musicale differente; vi sono anche soci che sono semplici amatori, a cui piace la vita associativa di volontariato e a cui piace investire in cultura. L’Associazione nasce dal desiderio di diffondere il più possibile la musica jazz, avvalendosi anche di altre arti e di altri luoghi che non siano solo i jazz club, i teatri ecc. Si occupa anche di didattica musicale, fotografia, cinema, danza. Vi lavorano assiduamente circa 10 associati; questa attività non costituisce fonte di reddito per alcuno.
Attività e progetti
L’associazione ha organizzato il Festival “MiFaJazz” con grandi eventi e nomi di richiamo internazionale, come Steve Grossman, Roy Paci, Randy Brecker, Marco Tamburini, Gabriele Mirabassi e altri, dapprima in collaborazione con le Associazioni “I Basilischi” e “Sinergia”; ora avvalendosi della collaborazione delle associazioni Centro Danza, Materafotografia, Hotel San Domenico. E’ inoltre inserita in circuiti artistici/associativi nazionali e nella rete di agenzie dello spettacolo.
Mercato e fonti di reddito
In una prima fase i membri dell’associazione hanno svolto le proprie attività ricorrendo ad una semplice auto-tassazione, successivamente hanno potuto usufruire del piano di finanziamento PISU.
Gli strumenti tecnici che vengono utilizzati nello svolgimento delle attività sono dotazione dei singoli associati. In ogni caso, i noleggi di attrezzature vengono effettuati con aiuti privati e auto-tassazione.
L’associazione non ha fini di lucro: ciò che entra viene subito reinvestito per altra attività, quali workshop, videomostre, conferenze e concerti.
Problemi e ostacoli alla crescita
Ritengono che la Regione, come gli altri enti pubblici, debba dare un piccolo contributo a tutte le associazioni e non sempre e solo alle stesse. Pensano inoltre, che occorra fare un piano degli eventi in comune, in modo da distribuire le attività su tutto il territorio, toccando anche le zone più svantaggiate, e spalmandole nell’anno.
Gli ostacoli maggiori li incontrano nel reperire i fondi; dalla loro esperienza sembra che quasi nessuno più (enti, imprenditori, privati, banche) voglia investire in eventi culturali.
