Officina AccademiaTeatro

Monday, 8 October , 2007 – 15:16

Contatti: Sandra Bianco

Sito: http://www.officinaaccademiateatro.it.

Officina AccademiaTeatro si propone la promozione dei nuovi linguaggi attraverso l’uso dell’attore e delle nuove tecnologie; attualmente fa parte delle compagnie di Innovazione riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Basilicata.
La linea artistica di Officina AccademiaTeatro sviluppa una concezione del teatro come continua attività di ricerca nell’ambito della drammaturgia contemporanea che, attraverso le possibilità poetiche insite nella scrittura scenica, diviene continua investigazione sulle possibili inserzioni fra parola e scena, fra lingua e sinergia di linguaggi.
Nutrite da queste esigenze sono nate le scritture drammaturgiche e gli allestimenti della Officina AccademiaTeatro che cercano di conciliare dialetticamente la forma con il contenuto, l’effetto formale con quello prettamente realistico.
Sulla scorta di tutto questo sono nati gli allestimenti ed i percorsi laboratoriali e multimediali rivolti al pubblico dell’ Officina AccademiaTeatro non eventi ma progetti e percorsi innovativi sentiti dalla mente ed elaborati nel cuore.

Attività e progetti

Laboratori – Sono in corso attività laboratoriali nella regione, in Italia e in collaborazione con le Università ed alcuni istituti italiani di Cultura.
Produzione di spettacoli - Tra i lavori prodotti da OAT Frammenti Estravaganti 1998, Judenrein, 1997/1998, Limerick 1998 (testo vincitore del premio “sette autori sette commedie” pubblicato da Edizioni Erga di Genova), Aminta 1998, Agamennone, Tragedia di Donne 1999 (coproduzione con l‘Università di Siviglia), Fetonte, storia di un sogno 2000, (Londra premio L. Olivier all’artista cileno Miguel Angel Giglio per la migliore installazione pittorica multimediale, Liombruno (coproduzione con il conservatorio G. Da Venosa di Potenza) testo vincitore del premio Elsinore sez. narrativa e premio Università delle Americhe per il miglior testo contemporaneo prodotto in italia nel 2002 (Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile), Trilogia del sogno: Fetonte/Ilias/Aristeas 2001/2002, Anti Gone’ 2002/2003 (premio a Pino Quartana migliore regia festival di Altomonte), 2004 Infierno Antifona Dantesca in partitura scenica, Judenrein ripresa 2005. Senectus 2006. Dal 16 al 30 ottobre, presso la Pinacoteca della Provincia di Potenza, è esposta Infernalia installazione (trittico) multimediale sul V Canto dell’inferno di Dante.
L’Associazione lavora in rete, per esempio ha coprodotto il lavoro AGAMENNONE, TRAGEDIA DI DONNE con L’Università di Siviglia, ha coprodotto il lavoro LIOMBRUNO con il Conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza. Ha coprodotto la ripresa di una sua produzione, Judenrein, con il teatro Lucia Sturza Bulandra di Bucarest, teatro membro dei teatri d’Europa il cui teatro capofila è il Piccolo Teatro di Milano.

Mercato e fonti di reddito

Le attività dell’OAT sono finanziate da fondi pubblici e privati.

Problemi e ostacoli alla crescita

Il pubblico è vittima dell’assenza di politiche culturali forti. Riteniamo che gli eventi siano la morte delle attività dello spettacolo perché sono di natura effimera e pensati solo per la autoreferenzialtà di qualche amministratore, Riteniamo inoltre, che gli eventi non siano in grado di produrre alcun beneficio occupazionale. Sulla politica culturale della regione ecco un dato: la Basilicata riceve dal FUS (fondo unico dello spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) solo lo 0,47% del totale contro percentuali a due cifre di molte regioni e non solo di quelle più grandi. Perché vi sia una svolta è necessario che alla cultura vada qualcuno che venga dal mondo delle Attività Culturali, che sappia di FUS, che conosca i soggetti del territorio, che sia capace di discernere nei soggetti l’onestà intellettuale: tutti sono meritevoli di sostegno ma le esigenze, a seconda dei soggetti, cambiano e sono profondamente diverse.
“Ci piacerebbe che alla cultura ci fosse un amministratore con le competenze necessarie a monitorare le attività culturali del territorio ed una regione che voglia investire seriamente sulle attività produttive dello spettacolo poiché solo in questo modo la crescita intelligente delle strutture di converso farebbe crescere l’investimento dello Stato verso la nostra regione. Ma temiamo che per il FUS la regione, oramai, abbia perso il treno.”

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