Fase 1
Autunno 2007
La Regione e il Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del Programma “Diffusione delle Conoscenze”, avviano il progetto Visioni Urbane.
L’obiettivo è definire cosa fare negli spazi per la creatività, dove realizzarli e con chi. Si decide di partire da chi potrebbe animare e gestire questi spazi. Viene quindi fatta una mappatura degli operatori creativi lucani, intervistando associazioni e imprese creative con un sistema “virale” fondato sui principi del social network al fine di coinvolgere in modo attivo gli intervistati e far emergere anche realtà creative giovani e promettenti. Tale mappatura continua lungo tutto il percorso del progetto, aperto a tutte le organizzazioni interessate e disposte a collaborare.
Si organizza quindi una riunione a Potenza, durante la quale viene presentato e condiviso un quadro di sintesi che evidenzia i punti di forza e di criticità della scena creativa lucana. In sintesi: “In Basilicata esiste una scena creativa che può rappresentare una risorsa importante. Tuttavia, ha necessità di rafforzare la tensione alla sostenibilità economica delle iniziative culturali, di riconoscere il valore della rete e delle cooperazione interna,di potenziare i legami con il mondo delle applicazioni digitali e delle tecnologie, di consolidare reti di cooperazione con professionisti e centri di eccellenza nazionali ed internazionali per stare sul mercato”.
In tale riunione si lancia una proposta alla scena creativa: dare idee ed indicazioni su come configurare gli spazi laboratorio per la creatività, partecipando ad un progetto collettivo di sviluppo.
Viene avviato un blog di progetto (www.visioniurbanebasilicata.net) con cui alimentare la comunicazione ed il dibattito interno tra la scena creativa lucana e il gruppo di lavoro DPS – Regione.
Dicembre 2007 – Maggio 2008
Si organizzano incontri con esperti internazionali sulle tematiche in cui la scena creativa ha mostrato le maggiori carenze da colmare o le maggiori potenzialità da valorizzare:
- le tecnologie quali fattori abilitanti la creatività (con Bruce Sterling e Giuseppe Granieri),
- le imprese creative e il loro apporto all’identità e narrazione dei territori (con il gruppo teatrale di avanguardia la Fura del Baus);
- le strategie territoriali legate alla cultura e alla creatività (con il Direttore di Italia 150 e Torino Internazionale Paolo Verri);
- la gestione di spazi creativi (con Francesco Bernabei di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Katharina Trabert di Ozu);
Attraverso interazioni con esperti portatori di conoscenze “elevate”, il livello del dialogo si alza; i creativi lucani cominciano a percepirsi come “gruppo”, come comunità creativa”.
Parallelamente, si svolge un lavoro di ricognizione sulle migliori esperienze italiane ed europee di spazi per la creatività, in parte attraverso visite di alcune realtà italiane, in parte attraverso ricerche documentali su esperienze europee. Il risultato della ricognizione viene presentata ai creativi lucani in un’assemblea plenaria e discussa con loro.
Febbraio 2008 -Maggio 2008
Si chiede alla comunità dei creativi di mettersi al lavoro per proporre i propri immaginari dei Centri. I contributi sono sintetizzati dal gruppo di lavoro regionale in una visione di insieme, che identifica la necessità di spazi specializzati non per forma d’arte, ma per temi. Emergono cinque tematismi per altrettanti spazi: “la cava tecnologica”, associato a Matera; “reinventare il futuro”, associato a Potenza; “l’arte inclusiva”, associato all’area del Vulture; “radici”, associato all’area del Lagonegrese – Pollino; “la Basilicata nel mondo, il mondo in Basilicata”, associato all’area del Metapontino. La sintesi viene condivisa con la community creativa, sia attraverso una riunione plenaria che attraverso una discussione sviluppatasi sul blog.
Attraverso un’attività di dialogo, confronto e analisi sui requisiti, contenuti e modelli dei Centri creativi effettuata sia attraverso gli incontri summenzionati che attraverso il blog, si perviene alla elaborazione del documento che disegna la policy di Visioni Urbane. Nello specifico tale documento delinea: le funzioni e le attività degli spazi laboratorio; i requisiti tecnici e funzionali degli immobili da adibire a spazi creativi; i possibili modelli gestionali; i concept e la specializzazione tematica degli spazi in funzione delle vocazioni territoriali, il modello a rete degli spazi.
Tale documento viene presentato e condiviso ad una plenaria che si svolge il 5 maggio alla presenza del Presidente della Regione. E’ sulla base del documento di policy presentato che l’amministrazione regionale dovrebbe identificare gli immobili da ristrutturare per farne centri per la creatività. Tuttavia, a margine di tale riunione, il Presidente della Regione allarga il mandato del progetto e chiede alla stessa scena creativa di proporre edifici potenzialmente adatti ad ospitare i Centri sulla base dei requisiti tecnici e funzionali identificati (adeguatezza e funzionalità dell’immobile rispetto alle attività; qualità, ampiezza e pluridisciplinarietà della coalizione proponente; fascino architettonico e/o paesaggistico; accessibilità e bacino di utenza; cantierabilità).
Sono stati proposti alla Regione 25 immobili. (Vai all’elenco)
Giugno 2008
Il documento di policy viene utilizzato come base per la programmazione dell’APQ siglato tra Regione Basilicata e Dipartimento delle Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri “I giovani come risorsa per lo sviluppo, l’attrattività e l’apertura della regione Basilicata”. Tale APQ prevede una linea d’intervento che prevede il lancio di progetti innovativi e sostenibili che possano animare gli spazi creativi e aiutarli a decollare.
Estate 2008
Un gruppo di valutazione congiunto Regione Basilicata-MISE conduce un’istruttoria tecnico – amministrativa sulle proposte di contenitori fondata sugli esiti dei sopralluoghi fisici e sulla documentazione fornita dagli uffici tecnici degli enti proprietari degli immobili.
Sulla base di tale istruttoria, sono selezionati 5 immobili da destinare a Centri per la creatività (Ex Macello di Rionero, Casa Cava di Matera, Polifunzionale di Tito, Ex Area Verde attrezzata di Marconia di Pisticci e Ex Centro per l’Artigianato della Val Sarmento), in quanto maggiormente rispondenti ai requisiti tecnici e funzionali identificati con particolare riferimento a quello della cantierabilità e dell’adeguatezza funzionale.
Nella scelta degli immobili da destinare a centri creativi, sono privilegiati edifici esistenti che necessitano di interventi di completamento e che per lo più versano in uno stato di degrado ed abbandono: Visioni Urbane consente di rivitalizzarli e di metterli a disposizione della comunità regionale.
Ottobre 2008
Le risultanze del documento che disegna la policy di Visioni Urbane vengono recepite dalla Regione e dal MISE attraverso la riprogrammazione dell’APQ Lavoro e Politiche Sociali. Tale APQ che inizialmente prevedeva soltanto interventi infrastrutturali viene così articolato in due azioni strettamente integrate:
- azioni di recupero e rifunzionalizzazione di immobili da destinare a Centri per la creatività
- azioni di accompagnamento all’avviamento della rete regionale dei centri per la creatività.





















