Visioni Urbane in un libro: sarà vera gloria?
Torno a scrivere sul blog di VU dopo qualche tempo perché sto facendo una cosa che vi (ci) riguarda, e non voglio farvela alle spalle. Succede questo: il 15 settembre pubblicherò il mio primo libro (e probabilmente anche l’ultimo, vista la fatica che si fa). Si chiamerà Wikicrazia – L’azione di governo ai tempi della Rete: capirla, progettarla, viverla da protagonista. L’idea del libro è questa: il vento del web 2.0 soffia sulla pubblica amministrazione, e fa entrare condivisione, collaborazione, trasparenza radicale, etica hacker dalle finestre aperte. Sono convinto che questa rappresenti una bellissima occasione per riformare in profondità il modo con cui i cittadini si occupano delle politiche pubbliche, rendendolo più informato, più efficace e persino più divertente. Cerco di raccontare questa situazione con il massimo della chiarezza e semplicità di cui sono capace. Ci ho lavorato per un anno buono.

Una calda primavera (e Arduino goes on)
Non dal punto di vista atmosferico, come tutti sapete, ma dal punto di vista progettuale. Un lavoro non visibile, ma – vi assicuriamo – piuttosto duro. Del quale oggi facciamo il punto.
Prima di ogni cosa, però, lanciamo una proposta – invito: come tutti ricorderete, il laboratorio con Massimo Banzi di Ottobre 2009 per l’uso di Arduino non è stato concluso, per mancanza di tempo. Quindi le webcam manovrabili in remoto utilizzando i motori degli specchietti retrovisori delle auto (output previsto del laboratorio) non sono state realizzate, nemmeno in via prototipale. La Regione ha però acquisito i materiali, che sono nella nostra disponibilità.

Un contest per i nomi dei Centri
Nel lavorare a documenti vari relativi a Visioni Urbane, ci è capitato di mettere in fila su un foglio i nomi dei Centri, i nomi “burocratici” con i quali sono stati conosciuti finora, e di affiancare a questi nomi i concept relativi ai Centri a cui facevano riferimento.
Tranne che per CasaCava, l’effetto è stato – ed è curioso che non ci avesse mai colpito prima – di una imbarazzante tristezza: come ha fatto notare un membro del gruppo di lavoro, i nomi dei Centri sono tutti bruttissimi, e sembrano tutti nomi da day after, da edifici dismessi dopo un cataclisma o un terremoto (come in effetti alcuni di loro sono).

Due cose importanti, anzi tre
Ci siamo resi conto che la tornata elettorale potrebbe aver portato via a molti di noi tempo prezioso. Facendo seguito ad una mail mandatavi qualche giorno fa per problemi di accesso al sito di VU, vi confermiamo che la scadenza prevista per il 31 Marzo scorso, per compilare in via definitiva la scheda della programmazione delle attività per i centri creativi (vedi ultimo post sul blog di VU) è rimandata al 9 Aprile 2010.










