Generazione Zero: CASASPERA

Saturday, 8 March , 2008 – 10:07

Una grotta tecnologica: la nostra idea è una declinazione della “grotta tecnologica” suggerita da Sterling nel primo laboratorio. Abbiamo lavorato, in base alla nostra esperienze e conoscenze, per progettare un “open space” coerente e in tutto autosufficiente, per proiettare l’idea nel futuro e, perché no, per semplificarci il percorso una volta ricevuta la spinta iniziale. Immaginiamo anzitutto una fonte energetica alternativa, quale il solare ad esempio; l’interno un mix di “fascino” e modernità, studiato secondo caratteristiche rispondenti alla domotica. Il luogo ideale è per noi CasaSpera: una struttura che unisce fascino (unica, non ripetibile, come diceva Sterling) e un minimo di modularità, è sicuramente polifunzionale, non è di enormi dimensioni. Una struttura antica nel centro storico di Tito, un palazzo d’altri tempi in cui si avverte un senso di storia. In cui, soprattutto, si respira.

Una filosofia di fondo: open, ovvero: più condividi, più guadagni (o, a seconda dei casi: più condividi, meno ti costa). Non è solo una spinta alla collaborazione, sono motivazioni e progetti che porterebbero vantaggi di tipo economico.

I contenuti:  CasaSpera dovrà assolvere essenzialmente a tre funzioni: spazi e servizi per gli artisti, laboratorio per ragazzi, centro d’avanguardia per la ricerca di tecnologie a servizio dei creativi. Non sono dunque richiesti spazi enormi per eventi di grande portata.

  • Servizi per creativi:  strategie per la comunicazione di tutta la “scena” con maggiore visibilità conseguente per i singoli (comprendenti strumenti quali una web-tv, una web-radio e un periodico); supporto legale a servizio delle nuove forme di protezione delle opere (si pensa in particolare alle Creative Commons); piattaforma web unica, che raccordi i vari centri e crei una rete concreta nella rete, capace di fare merchandising comune, sulla quale creare un servizio di ticket (una specie di urp).
  • Laboratorio per ragazzi: il nostro interesse è che lo spazio non funzioni a singhiozzo, ma sia anche un luogo con funzioni fortemente sociali, dunque attivo quotidianamente. Deve diffondere per ragazzi che potranno scoprire interessi e/o velleità artistiche (si prospetta una forma di ritorno così anche per i docenti/creativi). Contemporaneamente deve ospitare anche workshop, con differente cadenza, di docenti affermati (residenzialità), destinati a formare e far crescere gli stessi “nostri” artisti. Ci dovranno essere strutture (sala di registrazione, sala doppiaggio, sala posa, etc.) e attrezzature idonee a disposizione dei creativi perché usufruiscano degli spazi loro concessi.
  • Ricerca. Open software e new-tec. Per cercare di ottenere un vantaggio competitivo, oltre che per un minor dispendio di risorse, si punterà su un ambiente software open source. Si è pensato ad un costante laboratorio di ricerca per intercettare e sviluppare nuove tecnologie, soprattutto utilizzabili in rete, a supporto dei creativi.
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