Incontro del 17: come abbiamo fatto gli inviti e istruzioni per l’uso
Tuesday, 16 October , 2007 – 11:46Le richieste di partecipare all’incontro pubblico di Visioni Urbane stanno arrivando molto più numerose del previsto. Bene, e grazie per la fiducia! Cercheremo di esserne all’altezza. Oggi siamo già tutti a Potenza per gli ultimi preparativi.
Molti ci hanno chiesto con quali criteri abbiamo fatto gli inviti. Perché alcuni sì e altri no? Ecco:
1. Noi vogliamo fare un incontro di lavoro, non un’assemblea nè tantomeno una passerella. Quindi bisogna che i partecipanti siano poche decine al massimo. Questo impone una selezione. Ma con quale criterio selezionare tra le 500 e passa associazioni culturali lucane?
2. Abbiamo deciso di utilizzare un criterio “virale”. Cioè questo: abbiamo cominciato il lavoro conducendo interviste con alcuni “testimoni privilegiati”, gente che è sulla breccia da molto tempo e ha raggiunto risultati di rilievo indiscutibili. Quasi tutti avevano partecipato all’esperienza della shortlist cultura di qualche anno fa, così abbiamo allargato il nostro raggio d’azione a tutti i soggetti che hanno realizzato un progetto in quell’ambito. A loro abbiamo chiesto di segnalarci altre realtà, magari meno conosciute, che in Basilicata si occupano seriamente di creatività, cultura, arti. A questo punto abbiamo incontrato anche queste realtà, e abbiamo fatto a loro la stessa domanda, e loro hanno fatto altre segnalazioni. Verso la fine di questo secondo giro ci siamo trovati con più o meno gli stessi nomi che ricorrevano, e ci siamo fermati.
3. Nel corso del primo round di incontri, abbiamo incontrato dei soggetti “nuovi” che, a tutti gli effetti, fanno cultura e mettono in campo risorse creative: i bloggers. In Basilicata, come altrove in Italia, c’è una comunità molto coesa e molto connessa con il “fuori” (due potentini, Giuseppe Granieri e Caterina Policaro, stazionano in permanenza nella Top 50 della classifica dei blog italiani di BlogBabel), che secondo noi può essere una risorsa importante per presidiare il delicatissimo snodo tra creatività, tecnologia e mercato. E noi pensiamo - anzi, qui mi prendo le mie responsabilità: io penso che sia il vero campo dove la partita degli spazi laboratorio si vince o si perde. Così abbiamo esteso la nostra rete anche ai bloggers.
4. Parlando con loro, ci siamo resi conto che ha molto senso coinvolgere in questa partita anche il mondo della comunicazione: editoria, marketing, eccetera. Perché ha sempre meno senso distinguere tra contenuto (artistico) oggetto della comunicazione e modalità della comunicazione; e perché una robusta iniezione di tecniche comunicative e marketing potrebbe irrobustire la scena creativa della Basilicata, permettendole di raggiungere un pubblico più vasto e più qualificato. Qui però siamo ancora all’inizio del percorso, non abbiamo un gruppo già selezionato di gente con cui parlare.
5. Per finire, due - piccole - condizioni per la una partecipazione costruttiva. La prima è farsi riconoscere: chiunque voglia venire, invitato o no, deve compilare una scheda: man mano che ci arrivano le carichiamo qui. La potete chiedere a Gabriella o Carmela. La seconda è venire da soli, massimo due per associazione. Se siamo in troppi non lavoriamo bene. A domani!
