Deporre le armi, spiegare le ali
Wednesday, 13 February , 2008 – 1:37Il workshop di oggi di VU mi ha dato sensazioni contrastanti. Questa mattina mi sono piaciute molto le presentazioni di Katharina e Giacomo di OZU e di Francesco di Cittadellarte. Loro sono stati davvero un momento di ispirazione: chiari, entusiasti del loro lavoro, disponibili. I creativi lucani hanno reagito con molto interesse, tempestandoli di domande pertinenti e interessate. L’atmosfera era ottima: Lorenzo e Tommaso, che non partecipavano a un incontro pubblico di VU da ottobre, hanno trovato un clima molto migliorato rispetto ad allora. La sensazione era che “i creativi” e “le istituzioni” avessero deciso che per il momento era il caso di fidarsi gli uni delle altre; risolta questa cosa, si poteva parlare di come sviluppare la cultura.
Il pomeriggio mi è piaciuto molto meno. Predominava la diffidenza: chi deve gestire questi spazi? Come gestire i conflitti - che tutti sembravano ritenere probabili - sulla gestione tra i diversi soggetti che usano gli spazi? Perfino i più aperti e collaborativi tra i creativi sembravano vivere questa “intimità forzata” come un male necessario (”la condivisione - ha detto Mariangela dell’Albero di Minerva - più che un valore aggiunto è una necessità economica”), con uno stacco molto netto rispetto alla condivisione di idee di cui Katharina si era mostrata così entusiasta. Questa diffidenza ha lasciato un po’ di spazio alle soluzioni tecniche (qualcuno ha avanzato proposte ragionevoli e ben argomentate in termini di dimensioni, graticci, servizi colletivi ecc.) e molto, molto poco per i sogni e i colpi d’ala.
Coraggio! Potete volare molto più alti di così. Perché nessuno ha detto: “io vorrei fare un laboratorio di architettura ecosostenibile nei Sassi di Matera”? Oppure “io vorrei fare un festival delle arti facendo tornare qui tutti gli artisti di origine lucana che vivono e lavorano all’estero e magari non parlano neanche italiano, con Francis Ford Coppola come padre nobile”? Oppure “io mi occupo di nuovi media e vorrei tanto coinvolgere il Lucania Film Festival e il Potenza Film Festival per fare una rassegna di tv pensata per gli schermi dei cellulari”? Oppure “io vorrei ricoprire il Pollino di panna montata e farci sopra una gara di sci il 15 di agosto”? Oppure…
Insomma, qui la cosa mi sembra semplice: la Regione farà spazi per la creatività. Ci spenderà 4 milioni di Euro. Se questi spazi non vi sollecitano a fare cose nuove, cose in più; se, quindi, il panorama culturale lucano dopo gli spazi sarà lo stesso che prima degli spazi, avremo sprecato un sacco di soldi pubblici. E questo non è bene, neanche un po’. Capite bene, quindi, che in questo momento avere idee, idee vere, radicali, innovative, pazzesche ha un grande, grande valore. Non importa se non sono troppo pratiche: si possono sempre riconfigurare e razionalizzare. Ciò che conta è appunto l’idea, la carica di immaginario. E’ un momento in cui le idee rischiano di realizzarsi! Siete sicuri che non avete sogni nel cassetto, magari da condividere con altri?
(Invece la diffidenza mi sembra un inutile spreco di energia. Quella verso di noi (Regione e DPS) mi sembra del tutto ingiustificata; quella che a volte i creativi sembrano nutrire gli uni per gli altri è inutile, nel senso che non possiamo né vogliamo obbligare nessuno a convivere “per forza”.)


